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La nuova frontiera della space mission

L’Italia si prepara ad una serie di eventi epocali in campo astronomico, partendo dalla Crew Dragon che è in orbita diretta verso la Stazione Spaziale Internazionale (ISS) a seguito del lancio del  razzo Falcon 9 della SpaceX  sino alla scoperta del tris di esopianeti  in grado di annunciare un inizio di giugno all’ insegna dell’esplorazione spaziale. Il Falcon 9, il 31 maggio si è staccato dalla rampa 39° del suolo statunitense ed ha conseguito il primo stadio atterrando sulla piattaforma marina. La navetta costruita dalla SpaceX di Elon Musk, pioniere di nuove attività attraverso il trasporto e l’economia spaziale, con a bordo Bob Behnken e Dug Hurley, i primi astronauti statunitensi a decollare dal suolo patrio dal 2011, è diretta verso la Stazione Spaziale Internazionale. Per la prima volta dalla fine del programma Shuttle, gli Usa riportano astronauti in orbita dal suolo americano e sanciscono l’indipendenza dalla Russia, con accanto il contributo italiano fornito dalla base dell’Agenzia Spaziale Italiana (ASI) Broglio Space Center (BSC) di Malindi in Kenya, che fa parte delle stazioni di tracking che hanno seguito il volo della Crew Dragon verso la Stazione Spaziale.

Il presidente dell’Agenzia Spaziale Italiana, Giorgio Saccoccia ringrazia tutto lo staff dell’ASI, che ha garantito l’apertura e l’operatività della base durante questo periodo di emergenza Covid, congratulandosi con la NASA quale nostro partner storico da più di 50 anni. Il viaggio nello spazio prosegue con la scoperta di una super Terra da parte di un gruppo di ricercatori guidato da Serena Benatti, dell’ Istituto Nazionale di Astrofisica. Il nuovo esopianeta orbita attorno alla stella di HD164922, distante 72 anni luce dal sistema solare, già nota per la presenza di altri due pianeti. Decisivo per la localizzazione l’apporto dello spettrografo HARPS-N installato al Telescopio Nazionale Galileo dell’ INAF sulle Isole Canarie, utilizzato nell’ambito del progetto GAPS (Global Architecture of Planetary Systems) che ha esaminato un data-set di oltre 700 punti di velocità radiali. Questi ultimi sono stati indispensabili per trovare il pianeta, all’interno di un modello comprensivo di quattro diversi data set, in quanto si tratta di quattro strumenti distinti, ogni strumento va modellato separatamente, inoltre all’atto della rilevazione erano presenti i segnali dei due pianeti già noti, il segnale di attività ed il segnale del pianeta che si voleva trovare, quindi il codice che ha identificato tale modello ha girato almeno per cinque mesi.

La super Terra è molto vicina alla stella madre, completando un’orbita in poco più di dodici giorni e ha una massa minima di quattro volte quella del nostro pianeta.

L’analisi dinamica del sistema mostra che le orbite dei tre pianeti sono stabili nel tempo e questo ha permesso di identificare altre regioni nelle quali potrebbe orbitare un ulteriore pianeta, altresì, una di esse, comprende la zona abitabile del sistema.

Lo studio è stato accolto per la pubblicazione sulla rivista ‘Astronomy & Astrophysics’ ed è stato associato a quello delle missioni spaziali sinora effettuate, 30 sono quelle al di fuori dell’orbita terrestre, operate da 34 unità robotiche. Oltre alle sonde nello spazio, 3 lander e 2 rover sono in funzione nella superficie del rispettivo corpo celeste. La sonda della NASA Juno continua nella sua orbita di 53 giorni intorno al gigante del sistema solare, Giove. Il prossimo passaggio ravvicinato sarà il ventisettesimo, mentre si avvicina il termine di quest’importante missione. L’ultimo flyby, il trentasettesimo, sarà infatti nel 2021. New Horizons (NASA) continua il suo allontanamento dal sistema solare dopo aver sorvolato prima Plutone, poi l’oggetto della fascia di Kuiper 2014 MU69 Arrokoth. Sempre più lontane anche le sonde americane Voyager 1 e Voyager 2. La prima è a ben 149 UA dalla Terra (20 ore e 36 minuti luce), mentre la seconda a 123 UA (17 ore e 6 minuti luce).  Si prevede un giugno carico di sorprese che vedrà l’Italia in prima linea nella space exploration accanto alle altre unità straniere coinvolte nei lanci nello spazio. Il volo della Crew Dragon ha aperto una nuova era  nella corsa allo spazio con scenari inediti e dalle potenzialità enormi. La new space economy compie un balzo in avanti confermando che la sinergia tra pubblico e privato è l’elemento vincente. Il prossimo step sarà la Luna e anche in questa missione l’Italia avrà un ruolo da protagonista sempre impegnata alla ricerca di pianeti extrasolari.

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