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Pensieri alcolici, i 109 graffi poetici di Emanuele Campasano

L’artista a tutto tondo napoletano presenta “Pensieri alcolici”, una raccolta inedita di poesie.

Su Dayitalianews.com abbiamo il piacere di ospitare Emanuele Campasano, il Charles Baudelaire napoletano, autore di “Impossible” del 2015 con prefazione di Claudio Golinelli (alias “Il Gallo”, il bassista di Vasco Rossi), e vincitore nel 2018 del concorso regionale e di uno nazionale indetto da Clipper con le poesie “Un astemio alcolizzato” e “Ti odio”.

Ciao Emanuele e grazie di aver accettato il nostro invito. Dal tuo primo libro, “Impossible”, a quest’ultima fatica artistica sono passati ben 5 anni. Come mai un silenzio così lungo? Sindrome da foglio bianco? Scarsa ispirazione? Voglia di solitudine? O altro?

“Grazie a voi per l’invito. In realtà inizialmente non era questa l’idea, ma lavoro su questo progetto da 5 anni. Paradossalmente la quarantena che ci ha costretti a stare a casa mi ha fatto venire la necessità di raccontare e raccontarmi secondo il mio attuale stato d’animo. É scattata in me l’esigenza impellente di scrivere, forse anche per metabolizzare i dolori scrivendo”.

L’amore è il tema centrale di questo libro, che sanguina emozioni forti, contrastanti e a volte anche contraddittorie. A volte sembra che tu faccia a cazzotti con l’amore, altre volte sembra che ci cammini a braccetto come un vecchio amico con una birra in mano. Forse è una domanda da un milione di dollari, ma cos’è per Emanuele Campasano l’amore?

“L’amore è tutto, è il senso della vita, la leva che fa muovere il mondo ed i pianeti. Quando cadi e sei da solo, l’amore è l’unica forza che ti spinge ad andare avanti. L’amore mi ha spinto a scrivere e magari nella scrittura incanalo la mia tristezza e la mia malinconia. L’amore è quella cosa che se non ce l’hai, sei perso”.

Alcune poesie lasciano presagire un amore impossibile o comunque destinato a finire. Altre invece lasciano intravedere una luce di speranza, facendo pensare che non tutte le storie d’amore finiscono male. C’è stata una o più muse ispiratrici dietro le poesie?

“Assolutamente sì. Ricollegandomi alla domanda di prima l’amore è di per sé una contraddizione. Mi sono infatti trovato a scrivere in diversi stati d’animo a seconda anche delle storie che ho vissuto”.

Personalmente mi sono sentito chiamato in causa da alcune poesie, o comunque da alcuni spunti. Penso che la chiave di lettura di questo libro sia proprio questa: riuscire a raccontare qualcosa che possa essere universalmente valida per chiunque, dall’adolescente alla prima cotta fino al 70enne che dopo 40 anni ama ancora la stessa donna. Tu come la vedi?

“Mah, questa è una cosa a cui non avevo pensato. Sinceramente ho scritto con l’esigenza di sfogarmi, ma se le mie parole arrivano agli adolescenti ed anche ai vecchietti sicuramente è una cosa che mi fa piacere e che mi lusinga”.

Il tuo linguaggio piace perché è giovanile, dissacratorio, fresco, diretto: in breve è un linguaggio senza regole. Credi che per questo motivo piaccia tanto, soprattutto ai giovani?

“Credo di sì, ma i lettori che mi seguono anche sui social sanno che sono sincero, scrivo come parlo. I lettori lo capiscono questo. Io per primo amo gli scrittori “politically scorrect”, che parlano senza filtri tra bocca e cervello e che hanno un linguaggio schietto e sincero”.

Sei stato scrittore, poeta, autore di un’opera teatrale e ultimamente ti sei cimentato addirittura come cantautore. Nonostante tutto non ti definisci un artista. Come si definisce allora Emanuele Campasano?

“Non mi definisco, preferisco farmi definire dagli altri. Adoro le parole, adoro comunicare e adoro sperimentare. Ad esempio ho scritto a 4 mani un’opera teatrale con Massimo Bonsai, attore che ha recitato con Vincenzo Salemme e Alessandro Siani. L’attore protagonista invece è stato Niko Mucci. Ultimamente ho sperimentato la via del cantautorato con la canzone “Matita”, prodotta con Enzo Russo. Sono in programma altri brani veri e propri. Posso anticipare che uno di questi si chiama “Sono fuori di me” ed è una canzone rock”.

Grazie Emanuele e auguri per i tuoi progetti.

“Grazie a voi ed incrociamo le dita”.

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