« Torna indietro

Allarme per l’elevato rischio idraulico

Cosa ci riserbano i dati ISPRA (Istituto superiore per la protezione ambientale) non è un quadro rassicurante, i comuni lungo il Magra che costituiscono oltre un quarto di territorio definito a ‘zona rossa’ sono aree ad elevato rischio idraulico. Le informazioni fornite dall’Istituto sono state elaborate nella sezione dedicata dal Sole 24 Ore, realizzando un cluster o serie tabellare fornente una sorta di indicatori sui resoconti della salute ambientale in Italia. Per il  bacino spezzino spiccano gli alti valori attribuiti al rischio di frane associato a quello idraulico. In base alle stime ottenute si può già delineare una serie di comuni che per conformazione possono trarre in inganno sulla valutazione del rischio. A tal proposito possono ritenersi inclusi Guidano, Vezzano Ligure ed Arcola, apparentemente stabili dopo gli ultimi sopraluoghi, senza sottovalutare tuttavia, che risultano soggetti al 28 % di rischio idraulico, oltre un quarto, attribuibile ad una soglia medio-alta. Il dissesto idrogeologico è un tema che ha toccato direttamente i nostri territori in situazioni di allerta meteo spesse volte non correttamente preventivate, almeno se si considerano  gli errori funzionali degli anni passati, tuttavia, ad oggi si cerca di essere più attenti e puntuali di fronte a possibili emergenze cagionate da rilevanti eventi climatici. Si ricorda una Ricerca Universitaria e Saggio Scientifico ‘The Caming Year – Ricerca Progress- Anno 2016 – Analisi Previsionale al 2 Gennaio 2017’, Arduino Sacco Editore (https://www.libreriauniversitaria.it/caming-year-percezione-rischio-dissesto/libro/9788869512629), che non ha disatteso le aspettative negli anni a seguire, tanto da essere ancora attuale in termini di analisi del rischio idraulico nel Levante Ligure. Se si considera che a Vezzano, ‘zona rossa’, vive il 14 per cento della popolazione, ad Arcola il numero si triplica, considerato che circa il 36,5 % dei residenti vive nelle zone ad alto rischio alluvionale, esattamente più di 1 arcolano su 3. Senza dimenticare che il 46% degli abitanti di Ameglia  è stanziato in quel 24% di territorio comunale definito ad elevato rischio idraulico. Non tanto distante dai valori vi è Sarzana per il 22% di rischio idraulico quale ‘zona rossa’, il 15% della popolazione è ivi residente. Beverino non si discosta dall’alto rischio con una stima del 12,5%, seguita da Luni con il 10%, comuni che superano in media tutti la soglia del 10%. Nello scarto tra il 5 ed il 10 % sono posizionati i comuni interessati e limitrofi al Ponte del Magra e quelli nel tratto finale della fascia del Vara, quali Borghetto, Follo, Bolano, Santo Stefano, Lerici e Castelnuovo. Si richiede un monitoraggio continuo per le aree menzionate reputabili tutte ad alto rischio idrogeologico (da manifestazioni tipiche di fenomeni quali frane, alluvioni, erosioni costiere, subsidenze e valanghe) ed assieme idraulico (corrispondente agli effetti indotti sul territorio dal superamento dei livelli idrometrici critici lungo i corsi d’acqua tipo i possibili eventi alluvionali).

Edizioni