« Torna indietro

La FDA americana ritira l'autorizzazione all’uso d'emergenza per idrossiclorochina e clorochina

La FDA americana ritira l’autorizzazione all’uso d’emergenza per idrossiclorochina e clorochina nella cura del coronavirus

Nella giornata di oggi la Food and Drug Administration ha dichiarato di aver revocato l’autorizzazione di emergenza per l’impiego di due farmaci antimalarici, l’idrossiclorochina e la clorochina, nella cura della Covid-19 spiegando che dai dati ora disponibili sembra poco probabile che questi funzionino.


Come si ricorderà, la clorochina è il medicinale che nei mesi scorsi il Presidente degli Stati Uniti ha spinto molto, arrivando perfino a consigliarne l’assunzione e dichiarando poi di farne uso lui stesso. Questo entusiasmo di Donald Trump per tale farmaco, ampiamente espresso durante i briefing alla White House, sollevò subito molte polemiche in ambito scientifico perché un non addetto ai lavori andava a offrire suggerimenti terapeutici e senza il supporto di alcun dato.


Ora, dopo aver esaminato le nuove evidenze provenienti da estesi studi clinici, “La FDA ha concluso che, sulla base di queste nuove informazioni e di altre discusse nel memorandum allegato, non è più ragionevole credere che le formulazioni orali di HCQ (idrossiclorochina) e CQ (clorochina) possano essere efficaci nel trattamento della Covid-19, né è ragionevole credere che i benefici noti e potenziali di questi prodotti superino i loro rischi noti e potenziali.” Ciò è quanto riportato nella lettera con cui la scienziata Denise Hinton, a capo della FDA, dà annuncio della decisione raggiunta.


La clorochina e l’idrossiclorochina, conosciute principalmente come antimalarici ma che si impiegano anche per curare il lupus e l’artrite reumatoide, non sono state tolte dal mercato e possono ancora essere prescritte dai dottori per usi “off-label” se questi ultimi riterranno possano essere di beneficio. Oltre a questo va riportato che le sperimentazioni cliniche su questi medicinali andranno comunque avanti. Il divieto perciò riguarderà solo il permesso per l’uso in emergenza nella cura della Covid-19, accordato in febbraio.


Anand Shah, vice commissario dell’agenzia per le questioni mediche e scientifiche ha affermato: “Abbiamo chiarito durante l’emergenza di salute pubblica che le nostre azioni saranno guidate dalla scienza e che le nostre decisioni potrebbero evolversi man mano che impariamo di più sul virus SARS-CoV-2, che rivediamo i dati più recenti e consideriamo l’equilibrio dei rischi rispetto ai benefici dei trattamenti per la COVID-19.”


L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) oggi ha dichiarato che sta considerando di rivedere l’impiego dell’idrossiclorochina nell’ambito del suo programma chiamato Solidarity, uno studio clinico che coinvolge diverse nazioni e che si prefigge di testare varie opzioni terapeutiche. L’organizzazione aveva già sospeso in via temporanea tale studio lo scorso maggio, a causa di preoccupazioni sulla sicurezza di questo farmaco e anche al fine di valutare i propri dati, ma all’inizio di questo mese ha riavviato il programma di test.

Fonti: CNN /ABC 15 giugno 2020

Edizioni