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Da luglio Airbnb verserà al Comune la tassa di soggiorno

Proprio ora che a causa del Covid le migliaia di appartamenti in offerta su airbnb sono pratciamente vuoit (e lo dimostra il vertiginoso calo dei prezzi sull’afitto breve sul mercato romano in cui si sono rifugiati i possessori di bed and breakfast) il comune di Roma incassa una piccola vittoria con AIrbnb.

A partire dal prossimo 1 luglio, la piattaforma telematica Airbnb riscuoterà direttamente il contributo di soggiorno da parte di chi effettua prenotazioni di pernottamenti online, per versarlo nelle casse di Roma Capitale.

Il big player di settore ha infatti siglato la convenzione – messa a punto dalla Giunta capitolina – diretta ai soggetti che mettono in contatto domanda e offerta di alloggi ai fini di locazione turistica tramite inserzioni sul web e successive prenotazioni, intervenendo di fatto nel pagamento del relativo canone.

Secondo l’accordo, il portale è quindi tenuto a incassare la dovuta tassa per conto di Roma Capitale, assolvendo i medesimi obblighi delle strutture ricettive e degli immobili privati destinati a locazione breve, come prescritto dal vigente Regolamento sul Contributo di Soggiorno.

La convenzione – della durata di un anno a partire dalla data di sottoscrizione e sottoposta a rinnovo automatico – prevede un versamento cumulativo trimestrale da parte della detta Società. Quest’ultima, si impegna a fornire a Roma Capitale una documentazione periodica rispetto al numero delle prenotazioni e degli effettivi pernottamenti, e a comunicare il loro ruolo nella riscossione della tassa ai titolari degli immobili finalizzati all’accoglienza turistica. Quanto alla riscossione del tributo, avverrà al momento della conferma della prenotazione online con pagamento del canone o corrispettivo, mentre in caso di successivo annullamento le somme versate in eccesso potranno essere detratti dai successivi pagamenti effettuati dalla Società.

La sigla della convenzione per il pagamento della tassa di soggiorno da parte di Airbnb è un tassello fondamentale per Roma e per tutta la sua filiera turistica. In questo momento emergenziale che mette a dura prova il comparto, è importante ristabilire la concorrenza leale fra operatori, combattere il sommerso e tracciare i flussi turistici. Legalità, sicurezza e chiaramente maggiori introiti da reinvestire in città. Si tratta di un accordo cui abbiamo lavorato molto nei mesi scorsi, che vede la luce adesso dopo un iter complesso e che sarà importante in futuro, quando gli spostamenti dei visitatori torneranno alla normalità”, dichiara la Sindaca Virginia Raggi.

Questo è il primo accordo che Roma riesce a chiudere, e che fa da apripista, nel panorama dei colossi delle prenotazioni turistiche online. Ripartire post-COVID a parità di condizioni, è indice di un mercato più sano, circostanza a cui si aggiunge un’apprezzabile assunzione di responsabilità dei portali telematici e una collaborazione sui dati, anche in considerazione della loro presenza sempre più incisiva nel mercato di riferimento”, spiega Carlo Cafarotti, Assessore allo Sviluppo economico, Turismo e Lavoro di Roma Capitale.

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