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conte stati generali

Va tutto bene mr. Conte, chiusi gli Stati generali.

Va tutto bene per l’incrollabile ottimismo del Presidente del Consiglio, maggioranza coesa, Europa forte e una serie di endorsement istituzionali incassati al termine della maratona degli Stati generali che è servita più alla sua immagine che a far fare un cambio di passo (accelerato) al Governo.

Se i senatori hanno mostrato l’attaccamento alle istituzioni rientrando trafelati d venerdì a lavorare dalle case al mare, dopo che un errore informatico aveva annullato la votazione dell’election day di giovedì, vuol dire che la maggioranza è coesa (per questo hanno posto la fiducia?).

Il Recovery found che dovrebbe salvare Italia e Spagna dal disatro Covid prima dell’estate è una dimostrazione di un’Europa unita nonostante i niet di Svezia e altri. Così si era concluso oggi il Consiglio Europeo e subito e’ diventato un grido di vittoria per l’avvocato del popolo.

“Oggi abbiamo compiuto un passo avanti. Sta maturando il giusto clima, convergente”: ha detto il premier a proposito del Vertice Ue. “Avremo un progetto di recovery fund che si collegherà al quadro finanziario pluriennale. Vincerà l’Europa, perché avrà confezionato una risposta coerente e coordinata, all’altezza di questa recessione”, ha aggiunto Conte al termine degli Stati Generali. 

“Avremo un progetto di recovery fund che si collegherà al quadro finanziario pluriennale. Vincerà l’Europa – ha sottolineato – perché avrà confezionato una risposta coerente e coordinata, all’altezza di questa recessione”

“Non voglio nemmeno considerare un’eventualità del genere. Dobbiamo essere ottimisti”, ha affermato ancora il presidente del Consiglio, parlando della possibilità per l’Italia di porre il veto al bilancio Ue se non otterrà quanto chiede sul recovery fund. 

“La linea rossa” dell’Italia “è che la proposta della Commissione sia ambiziosa, scendere al di sotto di quel livello non è accettabile. Si tratta di un pacchetto ben bilanciato tra sussidi e prestiti, toccarlo significa smontare un articolato progetto e non è accettabile”.  

“Sul Mes la risposta non cambia – ha rilevato: leggeremo i regolamenti, andremo in Parlamento e ne discuteremo”.

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