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Il viaggio in Sicilia del “Dialogo contro il naufragio”

Il primo ha visto protagonista Tony Canto. Altri faranno seguito. D’altronde “Dialogo contro il naufragio” è – neanche a dirlo – una serie di corti che “naviga a vista” per scelta, vocazione e sensibilità artistica.

La vista è quella di coloro che hanno risposto e risponderanno alla chiamata alle “armi” della visionarietà e della messinscena video di Lucilla Mininno (Bari, 1978), regista, autrice ed attrice, e Giovanni La Fauci (Messina, 1975), autore, artista e musicista. I due insieme hanno fondato VRAB pictures che produce – tra l’altro – “Dialogo contro il naufragio”.

Un esperimento per tornare alla questione cruciale: il pubblico

Un esperimento, vien da dire, di quelli che prenderanno pian piano spazio e peso, via via che certe immagini e certe frasi si imprimeranno nella memoria. Basti vedere l’episodio numero 1. C’è un cantante musicista produttore di rilievo internazionale, Tony Canto appunto, che cerca disperatamente di approdare ad una spiaggia nella quale ci sia abbastanza pubblico per poter fare il suo concerto e c’è il pescatore Filippo Cutugno che lo distoglie rimettendo il “senso” dell’arte nelle mani di un “distanziamento” ch’è anti Covid 19 ma è anche metafora. Ambientato nello Stretto di Messina e pubblicato il 15 giugno, “nasce dalla volontà di tornare a una questione cruciale, il diretto contatto con chi è mancato di più: il pubblico”.

La Sicilia location primigenia di ogni “Dialogo contro il naufragio”

Nel 2014 Lucilla Mininno sceglie la Sicilia come location naturale per ambientare la sua serie “Endless” (visibile sul canale youtube di VRAB pictures) e, da lì, la Sicilia diventa la naturale fonte di ispirazione e realizzazione della sua opera. Nel 2017 c’è l’incontro artistico con Giovanni La Fauci che, accanto alla produzione e le numerose collaborazioni artistiche (anche con lo pseudonimo Uro Bannera, urobannera.com), esercita la professione di architetto. Insieme, nel 2017, in collaborazione con altri operatori del cinema e dello spettacolo, danno vita a “Solo No”, opera prima di lungometraggio scritta e diretta da Lucilla Mininno (trailer visibile sul canale vimeo di Lucilla Mininno) per cui Giovanni La Fauci realizza scene, costumi e colonna sonora. Attualmente lavorano insieme al progetto di serie “Dialogo contro il naufragio”, alla pièce teatrale “Beckett on Tourette”, il cui debutto si prevede nell’autunno del 2020, e alla pre-produzione del film “Reliquia” che sta impegnando gli autori a immaginare inedite sperimentazioni del linguaggio cinematografico e una revisione stilistica delle pratiche attoriali.

Tutto questo insieme è l’alveo in cui nasce “Dialogo contro il naufragio”, una serie di cortometraggi della durata convenzionale di circa dieci minuti. Una serie “in divenire” che, nella sua realizzazione, “sceglie di seguire l’andamento delle altalenanti vicissitudini normative e burocratiche, l’applicazione dei decreti che disciplinano le riaperture e le restrizioni dettate dall’attuale pandemia”. La serie – spiega Lucilla Mannino – potrebbe per questo durare dieci episodi come cento. “È impossibile dirlo adesso”.

In “Dialogo contro il naufragio”, episodio dopo episodio, s’immaginano e si narrano le vicende di artisti alle prese con l’enorme difficoltà di “approdare”. “In compagnia dell’uomo comune, che diventa simbolicamente il loro unico spettatore – spiegano gli autori – l’artista viaggia o è confinato in una condizione in cui gli riesce impossibile ‘tornare’, o almeno, non ancora. Dice il pescatore al musicista nel primo episodio ‘Non avere premura. Dobbiamo trovare l’attimo. Suona! Che è la cosa più bella che possa esistere… Se vogliono, possono ascoltarti anche da qui’. È denso di significato il condizionale. Perché quello che si vuole narrare è come, nel presente storico, l’artista non possa fermarsi. Ora si tratta di saper ascoltare, di riaffacciarsi lentamente su un mondo ferito, un mondo con le orecchie e gli occhi spaccati, chi dallo stravolgimento della propria esistenza, chi dalla caduta, chi dal dolore, chi dal panico, e più universalmente dalla paura di riaprire un piccolo dialogo”.

Nei prossimi episodi Mariano Rigillo, Anna Teresa Rossini, Francesca Ferro

Per la serie i due autori hanno aperto una vera e propria “chiamata” agli amici artisti e tecnici, cercando di individuare tra questi chi volesse sposare la causa e narrare questa difficoltà di trovare la nuova strada della vita artistica in mezzo ad un naufragio che è globale. Ogni episodio avrà protagonisti sempre differenti: un artista, chiamato da ogni settore dell’arte, e un “uomo comune”. Il cuore di ogni episodio è la vicenda dell’artista che vuole “tornare” e l’uomo, suo unico spettatore, che lo invita ad aspettare “perché c’è il decreto”.

La serie è realizzata in collaborazione con Paolo Galletta (fotografia), Claudio La Rosa (audio in presa diretta), Roberto Bonaventura (aiuto regia), Enzo Cimino (ottimizzazione suono) e Pier Luca Marzo (sociologo). Tra gli artisti che hanno già risposto alla chiamata e che vedremo in alcuni dei prossimi episodi ci sono il Maestro Mariano Rigillo, Anna Teresa Rossini, Francesca Ferro.

Il “Dialogo contro il naufragio” pronto ad “approdare” sulla terraferma

Si prevede di girare i primi episodi in Sicilia, principalmente tra Messina e Catania, “nei luoghi dei mestieri dei protagonisti scelti per il dialogo con l’artista: il ponte di un’officina meccanica, la stiva di un camioncino della frutta, il tetto di un mulino, un albero in aperta campagna, il recinto steccato di un allevamento, il ponteggio di un cantiere, l’impalcato di un vecchio edifico della zona industriale, la consolle di una discoteca chiusa al pubblico. Prima o poi, potrebbe giungere il momento – concludono gli autori – di ‘approdare’ in terra ferma. Successivamente si potrà varcare la soglia dello Stivale, per continuare il viaggio”.

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