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Perez al lavoro nel suo Urban Bar

Due giovani veronesi sfidano la crisi con “Personal Barman”, il barista a casa

In tempi di Covid, avere un barista personale a casa è il sogno di molti amanti dell’aperitivo. Un sogno diventato realtà grazie all’ingegnosità e al coraggio imprenditoriale di una coppia di ventenni veronesi, Perez e Enrica. 

Con anni di esperienza alle spalle come barista nei migliori locali di Rimini e Ibiza, il ventiquattrenne Perez (nome d’arte di Viraj Dhaushka, scelto in onore delle sue radici portoghesi) a ottobre ha deciso di mettere a frutto la sua conoscenza nella creazione di cocktail unici premiati in vari contest italiani, aprendo a Pescantina l’Urban Bar. Ma a marzo il Covid ha costretto l’attività a una battuta d’arresto. 

Perez e la compagna Enrica, hanno così cercato di trovare un’alternativa alla chiusura obbligata del bar. 

“Se i clienti non potevano venire nel mio locale, perché non portare il loro barman preferito nelle loro case?”, si è chiesto Perez. 

E così, in sole 4 settimane e con un investimento inziale di 16mila euro, Perez ha ideato il sito Personal Barman (www.personalbarman.it) e creato dieci cocktail al costo di 6 euro l’uno, acquistabili online e contenuti in particolari bottigliette di vetro che ricordano (volutamente) le fiaschette da tasca del proibizionismo americano, vendute tra il 1919 e 1933 nei bar illegali americani detti Speakeasy. 

“Il primo test di vendita lo abbiamo fatto a Pasquetta in collaborazione con un altro locale, che ha lanciato un “deejay set” (spettacolo ndr) su Facebook con la possibilità di acquistare i nostri cocktail su Facebook”, spiega Enrica, l’anima commerciale del progetto.

“Il 25 aprile, invece, abbiamo fatto il primo boom di spedizioni”, racconta Enrica, “grazie a una sponsorizzazione da parte della nota blogger Zoe Cristofoli. A cui ne sono seguite altre realizzate con le sorelle veronesi Federica e Vittoria Deganello e con Carlotta Rossignoli. Ci siamo ritrovati con 2mila richieste da evadere dalla sera alla mattina. Gli ordini arrivavano anche di notte”. 

La blogger Zoe Cristofoli

Dopo solo due mesi di attività, Perez può vantare di aver recuperato tutto l’investimento iniziale. “Il nostro progetto ha attirato anche l’attenzione di un noto investitore milanese, che ha deciso di entrare a far parte dell’iniziativa nella fase di lancio”, racconta Perez. 

Oggi Personal Barman vende in tutta Italia, con le richieste maggiori in arrivo da Milano, Roma e Rimini. Gli ordini si aggirano sui 5mila al mese. E in programma ci sono anche un servizio catering targato Personal Barman, una cocktail list personalizzata da proporre ai ristoratori e bottigliette studiate per il settore aereo e crocieristico. 

Ma cos’hanno di così diverso dagli altri i cocktail di Personal Barman, da averne sancito il successo fin dal lancio?

“Sono tutti aperitivi rivisitati”, spiega Perez, “io parto dai grandi cocktail classici e li modifico, in gergo li “twisto”, ovvero tolgo o aggiungo un ingrediente, diminuisco una dose, inserisco un aroma, ispirandomi anche a tecniche della cucina molecolare. I miei cocktail sono molto floreali, tropicali, uso ingredienti biologici come fiori di lavanda, buccia d’arancia, lime o limone, timo, cardamomo, genziana e rosmarino. Non utilizzo conservanti o additivi. Amo poi confondere il palato usando consistenze diverse. Un mio cocktail premiato al contest Star Bars di Telearena, ad esempio, l’ho ribattezzato Fake Tea perché il sapore ricorda quello del tè alla pesca, anche se in realtà la bevanda è creata miscelando whisky aromatizzato al tè nero e liquore di pesca. Il tutto con una spuma molecolare a rifinire il cocktail ricreata usando il liquore di pesca.”

Attenzione quindi alla qualità degli ingredienti dei cocktail, con un occhio anche alla sostenibilità.

“Abbiamo volutamente scelto le bottiglie di vetro per creare sì un drink bello da vedere ma anche sostenibile”, spiega Enrica, “La bottiglietta di vetro potrà poi essere riusata per imbottigliare un mini-limoncello, la cui ricetta abbiniamo alla bottiglietta. O addirittura un tonico viso fatto in casa, di cui stiamo preparando la ricetta assieme a una esperta di cosmesi naturale”.

I drink più venduti sul sito sono tre. Il Rosemary Gin Tonic, realizzato usando un gin tonic italiano artigianale e uno sciroppo di tonica fatto da Perez con rosmarino, cardamomo, timo, buccia di arancia, lime e limone e una punta di acido citrico: il tutto filtrato con l’aggiunta di zucchero e di tintura a base di radice di genziana che dà una nota amara al drink.

Poi il Lavender (base gin con liquore créme di violetta e sciroppo di lavanda creato da Perez usando fiori di lavanda biologici) e il cocktail tropicale Blue Hawaiian, ispirato al film Blue Hawaii con Elvis Presley (rum, vodka, blue curacao, succo di ananas).

Ma come si consumano i drink di Personal Barman? “Il drink è preparato a secco quindi molto concentrato”, spiega Enrica, “Quindi una volta stappato, si shakera, si versa in un bicchiere colmo di ghiaccio e si mescola cosicchè il ghiaccio sciogliendosi annacqua il cocktail rendendolo meno concentrato”. Basta aggiungere poi la fetta biologica di frutta essiccata “allegata” alla bottiglietta e inserita nella bustina garzata, et voilà, l’aperitivo è pronto!

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