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Fase 2, cosa è cambiato per gli estetisti di Treviso? Solo il fatturato!

Gli estetisti di Treviso rappresentano il 74,0% delle imprese artigiane nella Marca, per questo si è registrato una perdita di fatturato durante il lockdown di oltre 23 milioni di euro (dati Confartigianato Imprese Marca).

Le attenzioni imposte dal Dpcm del Governo le abbiamo sempre avute verso la nostra clientela. Oggi, sicuramente, ne abbiamo qualcuna in più ma ciò non giustifica il ritardo con il quale ci è stato permesso di riaprire. L’unico risultato è stato un danno economico enorme“, così Lucia Pasquetto titolare di Centro Modella Treviso, una delle tante strutture dedite alla cura del corpo e al dimagrimento presenti sul territorio costrette a più di due mesi di chiusura. Un settore che rappresenta il 74,0% delle imprese artigiane nella Marca – 2.112 imprese, che danno lavoro a 4.447 addetti – e che per questo ha fatto registrare una perdita di fatturato durante il lockdown di oltre 23 milioni di euro (dati Confartigianato Imprese Marca).

Abbiamo sempre accolto la nostra clientela, previo appuntamento, a numero limitato con uno scarto di mezz’ora per ciascun ingresso – spiega Pasquitto -. Ora lo abbiamo portato ad un’ora. Abbiamo sempre igienizzato i nostri macchinari e gli attrezzi, fornito mutandine monouso e, secondo le ultime direttive sanitarie prima della pandemia, non fornivamo più il doccia schiuma. Nello spogliatoio abbiamo sempre avuto un massimo di cinque persone che raramente si incrociavano tra loro. Abbiamo sempre imposto alle clienti di camminare con calzini e ciabatte, oggi forniamo noi i calzari monouso all’ingresso, assieme all’igienizzante per le mani”.

Centro Modella Treviso, oltre ai trattamenti estetici classici come massaggi, pedicure, manicure, epilazione ecc, è dotato di macchinari che permettono un dimagrimento più rapido. Una seduta equivale ad un’ora di “palestra” ma con risultati maggiori a fronte di una fatica ridotta. Dopo l’attività fisica “concentrata” e una doccia rinfrescante si passa alla macchina dell’Ossigeno Attivo: una specie di ovetto che grazie all’ossigeno puro stimola la circolazione e la tonicità dei tessuti, rende la pelle più liscia, compatta e rassodata, riattiva il metabolismo ed elimina le tossine.

Insomma, cosa è cambiato?

Lucia Pasquetto intervistata da Katiuscia Laneri

Nella gestione dell’attività molto poco. Forse qualche locandina informativa in più sparsa per le stanze, il piccolo pannello alla reception e le operatrici costrette a tenere la mascherina per circa otto-nove ore al giorno. Inoltre, le nostre clienti sono tenute a firmare un’autocertificazione in cui assicurano di non avere febbre e di non essere state a contatto con asintomatici o positivi al SARS-CoV-2. Trattandosi di più incontri per ogni cliente ho pensato di far firmare sempre lo stesso foglio accanto alla data d’ingresso, tanto per non contribuire ad uno spreco di carta. Sono piccoli cambiamenti che però hanno portato grossi danni economici, soprattutto a causa della chiusura forzata”.

Com’è ora la ripresa?

Lenta e dolorosa! Non per l’estetica – cerette, manicure e pedicure vanno a pieno ritmo – quanto per la palestra (l’attività spiegata sopra, ndr.), che rappresentava gran parte del nostro fatturato. Tra bimbi a casa e smarworking, alcune nostre clienti stentano a trovare tempo da dedicare a se stesse. Altre, purtroppo, sono in cassa integrazione o addirittura hanno perso il lavoro e con esso anche la possibilità finanziaria di affrontare la spesa per il proprio benessere”.

Voi in quale fascia di lavoratrici siete collocate?

Ho percepito i 600 euro ma ne ho pagati circa 2mila per costi di gestione, anche se in lockdown. Di questi solo 400 euro sono di energia elettrica ma…(mostra la bolletta) Attenzione, di consumo effettivo sono poco più di 40 euro, poi c’è un mio fisso di 80 euro ed il resto è per gli “oneri di sistema” e l’Iva. Vorrei capire il Governo come pretende di darci una mano in questo modo? Ci dà per poi toglierci il triplo. Molte strutture simili alla mia hanno chiuso purtroppo. Le mie collaboratrici, invece, sono in cassa integrazione e io…Io speriamo che me la cavo!”.

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