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Luca Nannipieri alla Camera dei Deputati per i 500 anni di Raffaello

https://www.radioradicale.it/scheda/608517/presentazione-del-libro-raffaello-il-trionfo-della-ragione-di-luca-nannipieri

Questo video, trasmesso da Radio Radicale, riproduce la conferenza tenuta da Luca Nannipieri alla Camera dei Deputati in occasione dei 500 anni della morte di Raffaello.

Luca Nannipieri alla Camera dei Deputati con Manuela Gagliardi e Giuseppe Di leo

Il pretesto era fornito dal suo libro, pubblicato da Skira, Raffaello. Il trionfo della ragione; la conferenza è stata introdotta dall’onorevole Manuela Gagliardi, e si è avvalsa dell’intervento di Giuseppe Di Leo, giornalista di Radio Radicale.

Una bella soddisfazione, certo, ma non il debutto, per Nannipieri, sotto le luci della ribalta.

Il critico d’arte di Cascina, che è stato anche Assessore alla Cultura del suo Comune, è unvolto televisivo (sue le rubriche “Capolavori rubati” e “SOS Patrimonio Artistico” su RaiUno), ha pubblicato vari libri sull’arte, scrive e collabora con quotidiani e settimanali nazionali come Panorama e Il Giornale. Dirige Casa Nannipieri Arte, curando mostre e conferenze da Giacomo Balla a Keith Haring. 

Ama stupire, come tutti i critici d’arte che sono un po’ a loro volta artisti, e pur senza avere gli eccessi di uno Sgarbi o la ridondanza di Daverio, non disdegna performance “estetiche”

Photo Paolo Ferraina

Ma è nella sua visione di critico – che deve “scandalizzare”, attualizzare, provocare e non adorare le meraviglie del passato senza conoscere il messaggio, le sofferenze, le sfide di chi le realizzò nel proprio presente – che Luca Nannipieri dàil meglio di sè.

Raffaello, sia nel libro che nella conferenza, viene analizzato in una prospettiva inedita, mettendo in risalto il contributo che il grande artista rinascimentale ha dato allo sviluppo del pensiero laico. Scrive Nannipieri:“L’uomo è molto più importante di Dio. Sembra scritto questo nell’opera che riteniamo più importante di Raffaello, lo Sposalizio della Vergine, conservata alla Pinacoteca di Brera. Guardando la scena, paradossalmente, centrale non è Dio, non è il suo racconto, ma è l’opera dell’uomo. Te lo dice lo sguardo, anzitutto. Raffaello voleva che lo dicessero anzitutto loro: i tuoi occhi. I tuoi occhi che, osservando l’opera, sono sospinti a guardare con insistenza non tanto i personaggi evangelici quanto il grandioso tempio in prospettiva che troneggia su tutto. Silenziosamente si fa strada quel laicismo – quella fiducia cioè nella potenza dell’uomo, prima che in Dio – che la modernità ha interamente metabolizzato”.

Un cambio di prospettiva concettuale radicale che il nostro artista non svilupperà mai compiutamente ma che testimonia pittoricamente l’essenza del Rinascimento: e soprattutto apre, assieme ad altre opere coeve, quella crisi e quel conflitto tra uomo e Dio che l’arte moderna e contemporanea porterà ai suoi estremi.

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