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Sgarbi portato via di peso dall’aula. Carfagna: “Ha insultato una collega”

E’ forse la prima volta che un deputato della Repubblica viene portato fuori dall’aula in posizione orizzontale, sollevato per gambe e braccia dagli addetti alla sicurezza. Il deputato in questione è Vittorio Sgarbi, reo di aver realizzato un intervento in aula contro la magistratura e di essersi poi scagliato contro la collega Bartolozzi che ne aveva stigmatizzato le parole.

Gli interventi in aula

Ma contestualizziamo i fatti. Alla Camera dei Deputati si discuteva oggi il decreto legge su intercettazioni, scarcerazioni e app Immuni. Sgarbi – eletto in Parlamento con Forza Italia, oggi nel Gruppo Misto – è intervenuto per sparigliare: anziché parlare di “un decreto inutile che estremizza le intercettazioni contro i cittadini onesti”, chiede infatti l’istituzione di una commissione parlamentare d’inchiesta “contro la nuova tangentopoli dei magistrati, Palamaropoli”, tuona il deputato; che nei passi precedenti del suo intervento aveva ricordato Cossiga e la sua definizione di Anm come di un’associazione di magistrati mafiosa.

L’intervento di Bartolozzi

Quello che succede dopo è caotico. Bartolozzi interviene nuovamente – dopo aver già utilizzato il tempo a sua disposizione – per  “riprendere l’onorevole Sgarbi per le parole dette”, che però travisa vistosamente. “Sentire l’onorevole Sgarbi dire che la magistratura tutta è mafiosa mi fa inorridire”, dice infatti la deputata di Forza Italia, nonché magistrato. Sullo sfondo si sentono le urla di Sgarbi: “Non era tutta, non era tutta!”, grida il deputato, che nel suo intervento aveva ineffetti parlato esclusivamente della Associazione Nazionale Magistrati, peraltro citando Cossiga.

I richiami all’ordine di Carfagna

Sgarbi continua a urlare, le sue parole sono difficili da distinguere, ma Mara Carfagna, che sostituisce oggi il presidente Fico, lo richiama più volte all’ordine, sostenendo che “ non può continuare a pronunciare parolacce in quest’aula”. Non facciamo fatica a credere che ne abbia pronunciate, vista la sua verve abituale. L’esito è però inquietante: i questori prelevano infatti Sgarbi – rifugiatosi nei banchi di Fratelli d’Italia – per mani e piedi e lo conducono così fuori da Montecitorio.

Magistrati: è una nuova tangentopoli! Subito una Commissione d’inchiesta.

Magistrati: è una nuova tangentopoli! Subito una Commissione d’inchiesta.(Intervento alla Camera del 25/06/2020)

Pubblicato da Vittorio Sgarbi su Giovedì 25 giugno 2020

Le precisazioni in una nota stampa

L’ufficio stampa del deputato diffonde poi una nota: «Le registrazioni d’aula – spiega Sgarbi – non hanno ripreso integralmente ciò che ho detto alla deputata di Forza Italia Giusi Bartolozzi. Le ho solo evocato il nome di Silvio Berlusconi, e dunque per denunciare la sua ipocrisia. E per una semplice ragione. La Bartolozzi è stata candidata in Forza Italia perché lo ha chiesto Gaetano Armao, suo compagno, anche lui di Forza Italia, attuale assessore nella giunta della Regione Siciliana. Nessuna offesa. La sola, semplice verità. Capisco che ricordarlo oggi che lei difende, senza alcuna distinzione, la magistratura, crei imbarazzo e susciti isteriche reazioni, anche da parte di chi le offre solidarietà. Ma non si può difendere astrattamente la magistratura senza ricordare di essere stati candidati dalla vittima più bersagliata della magistratura italiana, Silvio Berlusconi. Se Forza Italia oggi è ridotta a numeri di prefisso telefonico è anche per questo. Perché alle battaglie di principio, com’è quella per una magistratura indipendente e non politicizzata, si sono sostituite le battaglie del tornaconto personale», scrive.

Il frullatore mediatico

Ma nel frattempo il frullatore mediatico va avanti a grande velocità. Finisce che Sgarbi si è reso protagonista di un’intervento sessista, viene accusato di avere offeso Bartolozzi e Carfagna in quanto donne, il presidente Fico annuncia indagini. Ma le registrazioni parlano chiaro e Sgarbi si dichiara certo di non aver voluto colpire la magistratura intera – ma soltanto le sue derive – né di aver voluto offendere le due deputate in quanto donne.

Dopo la bufera si torna all’arte

Passata la bufera, poi, a pomeriggio inoltrato, Sgarbi pubblica sui social una divertente sovrapposizione di immagini: “Mi volevano deporre, mi hanno solo momentaneamente spostato”, scrive a commento di una immagine che paragona la sua figura trasportata dai questori fuori dal Parlamento a quella di una deposizione sacra. firmata da Raffaello.

Mi volevano deporre, ma mi hanno solo momentaneamente spostato.

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