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Perché reagire è importante

Intervista a Giorgio Bernard in un momento critico dal punto di vista storico piegato dal covid-19  in tutti gli aspetti della vita sociale, artistica, culturale e politico-economica

Il  Salotto Culturale di Day Italia News ha ospitato Giorgio Bernard, scrittore e Direttore editoriale che ha cara la Spezia per averla accompagnata in diverse rassegne in ambito letterario e sociologico con presentazioni di libri e convegni sensibili al tema delle devianze, regalando momenti di introspezione collettiva su problematiche attuali che affliggono la nostra società.

Ci ricordiamo di Giorgio come di un promettente romanziere, è un amico di vecchia data: l’avevamo incontrato la prima volta quasi quattro anni fa, mentre era impegnato a portare in giro per l’Italia il suo romanzo fresco di stampa, ‘Benedetta e Niccolò’, un libro che racconta la vera storia di una mamma coraggiosa e del suo bambino, colpito da una grave forma di autismo. Inevitabile che la prima domanda che gli poniamo sia più personale che non strettamente attinente al suo lavoro:-

“Che momenti sono questi?” , gli chiediamo, “Come riescono a tirare avanti Niccolò, i bambini come lui e gli operatori deputati ad aiutarli, in un periodo caratterizzato dal dramma della pandemia?”

Giorgio abbozza un sorriso, scuote la testa.

“E’ dura” , ci risponde , “In un contesto come quello del supporto e delle terapie rivolti ai ragazzi autistici, in cui il contatto fisico fra operatori e pazienti, ma anche tra singoli pazienti, risulta di fondamentale importanza, una tempesta come quella del Covid è stata in qualche modo moltiplicata per due: molti ragazzi che già soffrivano dell’isolamento derivante dall’autismo, si sono trovati ancora più isolati, ancora più vulnerabili alle problematiche che fronteggiano quotidianamente.”

Alla storia del piccolo Niccolò Giorgio è rimasto molto legato, proprio da un punto di vista strettamente umano e personale, perfino adesso che di lavoro ne fa un altro: non più soltanto scrittore ma direttore editoriale per l’Editrice GM Libri, l’ultima nata nel gruppo editoriale Tempo Libro di Milano.

“Come ti trovi nel tuo nuovo ruolo?” ci viene subito di chiedergli.

“Davvero bene, sai? Poter lavorare ai libri degli altri, contribuire a far crescere e germogliare i testi, osservandoli da una prospettiva esterna ma comunque coinvolta, è stata per certi versi un’esperienza sorprendente. Un piacere addirittura più intenso rispetto a quello che si prova lavorando a un testo proprio … perché arrivi a scoprire che scrivere è un’esperienza bellissima, tanto più bella se condivisa con qualcun altro.”

Superfluo dire che anche per questa attività i mesi di lockdown sono stati un periodo parecchio complicato.

“Complicato eccome” ci confida, allargando le braccia. “Pensa che per un paio di mesi, in casa editrice lavorava una sola persona e tutti gli altri erano costretti in cassa integrazione (…) neanche ero sicuro se, una volta ripartita la casa editrice, avrei più avuto un lavoro! Avremmo dovuto essere presenti al Salone del Libro di Torino con due titoli della mia collana, NarraLibri (…) ma come sai, il Salone è saltato. Gli autori ed io ci siamo trovati paralizzati a tempo indeterminato, con un pugno di mosche in mano!”

“E poi?” non riesco a trattenermi dal domandare, “Le cose si sono sbloccate?”

“Fortunatamente sì“. E dico , fortunatamente, perché i libri di cui parliamo sono due opere davvero straordinarie.

Il primo si intitola ‘Lucertole’ ed è stato scritto da una romanziera e anestesiologa italiana, ma che vive e opera da tempo a Barcellona; una storia, o meglio molte storie realmente accadute, personaggi che sono persone in carne e ossa con nomi e cognomi perfettamente corrispondenti alla realtà. Medici, infermieri, personale ospedaliero, protagonisti di una lotta quotidiana contro il male e le sofferenze, il più delle volte in un contesto di indifferenza generale. Un libro terribilmente attuale che l’autrice, Laura Minguell Del Lungo, è riuscita a scrivere con rare capacità di empatia e obiettività.

“E il secondo libro?” , domando:

“Secondo solo in ordine di tempo” ,ci tiene a precisare Giorgio, ridacchiando, “Perché uscirà in tutte le librerie di qui a una decina di giorni. L’autore, Nicola Pera, è un grande scrittore ed è stato anche un grande editore, giusto fino a pochi anni fa. E’ riuscito nell’ impresa di raccontare un episodio della Prima Guerra Mondiale attraverso una serie di voci differenti, giovani uomini e donne provenienti  da Milano, da Trento, dal Sud Italia, ma anche dall’Austria, dalle regioni più distanti dell’allora sconfinato impero asburgico. Si tratta di un’opera maestosa, che mette i brividi; quasi fosse un coro a molte voci, intonato sul fragile spartiacque di un confine che in realtà non esiste. Perché siamo tutti esseri umani, in fondo (…) tutti uguali. E la tragedia della guerra arriva a travolgerci, a prescindere da quale sia la bandiera che ci sventola sopra la testa.” Ci attendiamo il suo prossimo esordio, sempre con sensibilità e spirito di osservazione.

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