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Un Falco Pecchiaiolo soccorso sulla Ripa

Un Falco Pecchiaiolo, dal nome latino Pernis apivorus, di aspetto giovane visibile dal manto marrone scuro, si trovava difficoltà in mezzo alla Provinciale 31 sulla Ripa di Vezzano Ligure, quando un uomo accortosi dello stato del volatile si è fermato per prestargli soccorso. Il rapace era sulla strada rischiando di essere investito e nessun veicolo si è fermato per accertarsi delle condizioni dell’animale. Il bellissimo esemplare è stato immediatamente messo in sicurezza in una scatola per qualche ora per poi essere condotto al centro di recupero uccelli marini e acquatici Cruma di Livorno, con cui la Regione Liguria ha una convenzione tramite la Lipu (Lega Italiana Protezione Uccelli), ritenuto il  centro più vicino a La Spezia, se pur l’Enpa di Genova, sia disponibile nel bacino regionale. Il Cruma è attrezzato per la cura e la riabilitazione di esemplari selvatici in difficoltà e segue anche la reintroduzione della fauna. Il caso di questo rapace, tipico delle zone boscate, non è isolato per le aree immerse nel verde, quali la Val di Vara e la Val di Magra, in quando sono frequenti episodi di specie di nidacei e barbagianni feriti in mezzo ad una strada o traumatizzati da lesioni sui cigli delle carreggiate, ancora, in parecchi sentieri delle nostre terre. Il Falco Pecchiaiolo non risulta incluso tra le specie a priorità di conservazione in Europa e in Italia, sviluppandosi principalmente nelle Alpi e nell’Appennino Tosco- Emiliano viene talvolta confuso con la Poiana perché ad essa somigliante. Persistono carenze organizzative in termini di preavviso e gestione in materia di soccorso di animali selvatici da parte della Regione Liguria, tanto è che in diverse occasioni la responsabilità viene riversata sul cittadino; nella sezione territoriale di La Spezia, lo stesso soccorritore è tenuto a percorrere circa 70 km per trasportare un esemplare al centro più vicino. Su questo tema si è pronunciata l’Assessore Giulia Giorgi con degli aggiornamenti: -“Presto sarà pronta un’organizzazione di primo soccorso per animali selvatici, sarà questione di settimane prima che la proposta arrivi sul tavolo della giunta regionale, poi su quella spezzina. Sarà incaricata un’associazione del territorio di provvedere al recupero di specie non domestiche in tutta la provincia e si occuperà del trasporto al centro di recupero“.

Tante sono le incertezze in materia su come operare date le mancanze strutturali, tuttavia, dobbiamo ricordare di non farsi mai prendere dal panico di fronte a situazioni di emergenza riferite all’animale e conservare, dunque, il self control. E’ necessario capire subito in che modo intervenire seguendo i corretti criteri di raccolta e trasporto dell’animale quando si trova in condizioni critiche di salute, altresì, è privo di piume e non si regge sulle zampe, oppure è un rondone. In questi casi è consigliato somministrargli pochissima acqua a temperatura ambiente, dopodiché, per raccoglierlo, è opportuno tenerlo al caldo in una scatola (non in gabbia) e trasportare l’animale nel centro di recupero più vicino nel più breve tempo possibile. Non va assolutamente raccolto quando ha le piume non è ancora in grado di volare ma saltella, sono esempi i gabbiani giovani che non vanno presi se ancora inesperti del volo, in quanto impareranno velocemente e non servono interventi in merito. Un volatile che presenta queste ultime condizioni è preferibile lasciarlo dove si trova se non è in pericolo, lo si sposta solo di 50 metri se è potenziale vittima di un predatore. Ci attendiamo migliorie ed investimenti in risorse sul soccorso e l’assistenza degli animali selvatici in particolare dei volatili, con la creazione, inoltre, di nuove oasi e della tutela e conservazione  di quelle già  esistenti, considerando i rischi continui che le specie corrono a causa dell’aumento della tecnologia, dei trasporti e dell’inquinamento ambientale. L’estinzione di molti esemplari vuol dire una seria minaccia per l’ambiente e per l’uomo, ed è per questo che bisogna ritrovare più senso etico nelle azioni che conduciamo ogni giorno, nel rispetto di tutti.

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