« Torna indietro

Gran Sasso, esperimento Luna Mv e diritto all'acqua: attivisti parlano di criticità

Parco Gran Sasso, dopo il no ai parcheggi alcuni parlano di ostruzionismo

Il parcheggio alla base della seggiovia delle Fontari, che doveva essere utilizzzato quando fosse al completo quello presente sul piazzale, non è stato autorizzato dall’ente Parco Gran Sasso-Monti della Laga. Al fine di autorizzare il parcheggio è necessaria la “Vinca”: la valutazione di incidenza ambientale, poiché la zona è compresa nei Sic, i vincoli europei. Ciò è stato affermato, infine, dopo una serie di incontri in argomento. Non mancano i commenti.

Lega: “Parcheggio Fontari aiuterà tutela ambientale, basta ostruzionismo salottiero”

“Vogliamo un Parco Nazionale che riesca, una volta tanto, a dire qualche ‘sì’ e la smetta di ridursi ad un ostruzionismo più vicino all’ambientalismo da salotto romano piuttosto che ad una vera tutela della natura“. Così in una nota il Segretario comunale Giorgio Fioravanti ed il Capogruppo della Lega in Consiglio Comunale Francesco De Santis intervengono sul nuovo niet della governance del Parco Nazionale per l’allestimento da parte del Centro Turistico di nuovi parcheggi presso la stazione di valle della seggiovia Fontari
“Al fine di rispondere all’inaspettata ed altissima richiesta da parte dei turisti automuniti – spiegano – ci siamo ritrovati nella necessità di dover procedere all’allestimento di nuovi posti auto per impedire la ‘sosta selvaggia’ sui prati e sui bordi delle strade. Una scelta sobria che voleva coniugare la tutela dell’ambiente e lo sviluppo turistico del Gran Sasso. Due elementi che qualcuno vorrebbe mettere in contrasto ma che per noi procedono parallelamente ed in sintonia“.”Ancora una volta, però, il Centro Turistico si è ritrovato di fronte al diniego, tramite pec, di qualsiasi autorizzazione a procedere. Viene spontaneo chiedersi a cosa serva appellarsi alla tristemente famosa direttiva habitat quando, di fatto, con questi nuovi posti auto, l’intento era proprio evitare che le automobili parcheggiassero senza regola ovunque, consentendo ai turisti di usare una zona già compromessa dalla ghiaia e tutelare così prati ed aree verdi”. E ancora: “Gli animi di chi vive davvero la montagna sono ormai esasperati da scelte illogiche e dannose per le comunità che hanno nel cuore il Gran Sasso ed il suo sviluppo sostenibile. Se non permette neanche più di contrastare il parcheggio selvaggio con l’uso di posti auto ordinati e puliti, ci chiediamo davvero a cosa serva questo ente se non per impedire ogni sviluppo economico e turistico dell’Aquila e della sua montagna”.

Edizioni