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Grassi Nesi alla guida di Confartigianato restauro

Tommaso Grassi Nesi è il nuovo presidente provinciale di Confartigianato restauro, succede al maestro Primo Biagioni che resta nel gruppo di lavoro specializzato dell’associazione di categoria fiorentina. Grassi Nesi viene da una importante famiglia di restauratori che si è occupata, tra l’altro del restauro del ciclo di affreschi di Andrea di Bonaiuto nel Cappellone degli Spagnoli e dell’inferno e paradiso di Nardo di Cione nel Convento di Santa Maria Novella a Firenze. Oggi lavora insieme alla moglie Eva Martini, restauratrice. 

«Raccogliere il testimone dal maestro Primo Biagioni è un onore e uno stimolo ad eguagliare quello che lui ha fatto per gli artigiani fiorentini – ha detto il neo presidente -. Mi impegnerò ad ascoltare tutti, ad essere presente e ad attuare due strategie contestuali e complementari: gli artigiani non possono affidarsi solo a Internet e ai portali web per la promozione del proprio lavoro, servono eventi e spazi fisici che consentano una conoscenza attiva. Allo stesso tempo, gli artigiani oggi non lavorano più solo col pennello, nella cassetta degli attrezzi è normale avere un laser: è quindi fondamentale stare al passo con l’innovazione, favorire momenti di dialogo con altre figure professionali come ingegneri, chimici e biologi. Durante il mio mandato spingerò sull’aggiornamento e sulla formazione continua, su aggregazioni fra artigiani per favorire l’acquisto in maniera collettiva di strumentazioni all’avanguardia e sulla creazione di uno spazio di coworking che attraverso la vicinanza tra artigiani con specializzazioni anche diverse sia da stimolo per la creazione di un ecosistema di crescita». 

Firenze oltre 8mila imprese si occupano di completamento e finitura di edifici mentre sono 226 le imprese specializzate coinvolte in attività di conservazione e restauro di beni culturali, di queste il 90% sono piccole imprese artigiane, che collocano Firenze ai primi posti in Italia. A livello nazionale le attività di manutenzione e restauro interessano un ampio tessuto imprenditoriale rappresentato da 549.559 imprese che si occupano di installazione di impianti, completamento e finitura di edifici, attività di conservazione e restauro di opere pubbliche e attività di servizi per edifici e paesaggio, di cui 3 su 4 (77,0%), pari a 422.982 unità, sono artigiane.

I restauratori curano uno dei Patrimoni più importanti al mondo: nel 2018 la lista del Patrimonio Unesco ha contato complessivamente 1092 siti: 54 sono in Italia confermando la leadership mondiale del nostro paese davanti a Cina (53) Spagna (47) Germania e Francia. L’Italia custodisce 4.158 musei, gallerie e raccolte di opere d’arte, 536 monumenti o complessi monumentali e 282 aree o parchi archeologici che – prima della pandemia da Covid 19 – hanno attratto oltre 110 milioni di visitatori, quasi per la metà provenienti da altri Paesi.  «In questa prospettiva sono vitali gli investimenti pubblici in interventi di manutenzione, protezione e restauro dei beni culturali che, oltre a contribuire alla crescita del flusso di turisti, in particolare stranieri, genera un importante ritorno in termini di occupazione e crescita economica», conclude il nuovo presidente. 

Confartigianato Imprese Firenze in collaborazione con altre Associazioni di categoria e di settore, grazie al finanziamento della Regione Toscana ha avviato una serie di corsi di formazione che rilasceranno agli allievi coinvolti la qualifica di “Tecnico esperto del restauro di beni culturali su supporto ligneo e tessile”.

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