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Docente sotto accusa per aver svolto del volontariato

Un’ insegnante spezzina delle scuole primarie viene sospesa per tre mesi dal servizio con il blocco della retribuzione, per aver svolto volontariato e non averlo comunicato all’ufficio provinciale scolastico inteso come ex Provveditorato. Fatto che ha suscitato scalpore nell’opinione pubblica, che tuttavia, si è risolto con l’accoglimento positivo del giudice del lavoro Marco Viani, dando ragione all’insegnante e annullando al contempo il provvedimento. Venti anni di volontariato non premiati ma, segnalati con contestazione disciplinare dal dirigente scolastico provinciale per il fatto di non essere stati accompagnati da alcuna comunicazione preventiva e, alla fine resi ‘esperienziali’ per non aver cagionato alcun provvedimento sospensivo. La donna si è rivolta al sindacato Flc-Cgil scuola che l’ha supportata ritenendo ingiusta la contestazione del dirigente scolastico e si è fatta assistere dall’avvocato Andrea Frau, il quale ha impugnato il provvedimento sanzionatorio davanti al tribunale, chiedendo in primo luogo la sospensione della sanzione e nel merito il suo annullamento. Se pur trascorso del tempo dal diniego del Miur ad inizio avvenimento (tramite il proprio rappresentante locale non ha accolto la giustificazione addotta dalla donna), la docente può camminare a testa alta senza subire i giudizi negativi del corpo insegnante e dei genitori degli alunni.

Il giudice nelle motivazioni argomenta quanto segue: – “Ritenuto che per poter affermare che gli ambiti di interessi dell’organizzazione di cui il dipendente pubblico fa parte possano interferire con lo svolgimento dell’attività dell’ufficio, plausibilmente occorra verificare in concreto se gli obiettivi dell’una si pongano in conflitto o in concorrenza con lo specifico ufficio a cui è adibito il dipendente, o se l’attività prestata dal dipendente abbia riflessi negativi, in termini qualitativi o quantitativi, sui suoi doveri d’ufficio” – conclude – “Ritenuto che le considerazioni che al riguardo spende il Miur siano in larga parte astratte e ipotetiche, mentre non vi sono elementi concreti in forza di cui ritenere che la docente possa effettivamente aver sottratto tempo ed energie alla propria attività presso la scuola pubblica o sviato la sua funzione: è una semplice illazione”.

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