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auto e treni in tilt

Fast Confsal Liguria: i trasporti regionali, tra crollo e speranza di ripresa

Liguria – e soprattutto Genova – è sotto assedio di un vero e proprio crollo strutturale dei trasporti…

Liguria – In queste ultime settimane è apparso, con ancora maggior evidenza, che la Liguria – e soprattutto Genova – è sotto assedio di un vero e proprio crollo strutturale dei trasporti, dovuto anche alla situazione critica delle infrastrutture, in bilico con la speranza di una ripresa degli stessi.

La paralisi delle autostrade – oltre ai gravissimi disagi agli automobilisti – sta provocando il rischio di blocco delle merci da e per il porto di Genova, oltre che ostacolare la ripresa delle crociere (Costa ha prolungato lo stop delle sue crociere fino al 15 agosto) e della situazione decisamente critica nella quale versa il traffico marittimo.

E’ del 4 luglio, infatti, la notizia che il colosso mondiale dello shipping Cosco ha avvertito i propri clienti di questo «caos mai visto» sconsigliando di usare il porto di Genova per le spedizioni,invitando a rivolgersi a scali alternativi come La Spezia, Ravenna, Trieste, Venezia.

Il caos autostradale registra pesanti conseguenze, non solo sulle strade, con gli automobilisti intrappolati nel traffico, con i passeggeri strangolati nei vagoni dei treni, ma anche sulle spiagge liguri a seguito delle disdette che stanno piovendo, nei fine settimana, per l’impossibilità di raggiungerle

E’ una vera emergenza straordinaria e le conseguenze economiche per Genova cominciano a essere ingombranti.

Fast Confsal: l’auspicio del segretario regionale Mario Pino

Fast Confsal ritiene si debba affrontare questa crisi per trasformarla in un’opportunità e per costruire un altro futuro. “Può diventare un’occasione – incalza Mario Pino segretario regionale Fast Confsal – per esempio, per attuare, finalmente, quel riequilibrio modale di cui si è parlato per decenni. Oggi diventa necessario spostare quote consistenti di traffico merci, da e per i porti, dalle autostrade alle ferrovie. Così, parimenti, per lo spostamento delle persone, diventa necessario spostare il traffico dall’auto privata al trasporto ferroviario”.

Ma tutto ciò comporta maggiori investimenti in termini di treni, di qualità e di personale per tradurli, poi, in opportunità per tutti, e non un costo, complice l’impegno collettivo di tutti gli “stakeholders” della Liguria, che si impegnassero per questo rapido cambio di passo.

Impegno che dovrebbe stabilire nessun licenziamento per un anno, nessuna delocalizzazione, l’impegno collettivo per la ripresa della produzione e della produttività, una moratoria degli scioperi fino al termine del 2020, la conferma delle concessioni salvo l’affidamento al soggetto pubblico (Anas) ove necessario, l’aiuto finanziario a quelle imprese che fanno occupazione, innovazione e ricerca sul territorio, rifinanziare la sanità, la scuola e l’università, utilizzando il cambio di indirizzo avvenuto  in Europa.

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