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In 400 chiedono a Calosi di candidarsi, lui declina

In 400 chiedono a Calosi di candidarsi, ma lui declina. La richiesta era partita dal basso, dagli operai delle fabbriche ma anche da studenti e impiegati che non si sentono rappresentanti dalla candidatura di Eugenio Giani a presidente della Regione Toscana e per questo avevano lanciato un appello al leader della Fiom Cgil di Firenze.

In 400 chiedono a Calosi di candidarsi, ma chiedono anche a Tommaso Fattori e Irene Galletti di tirarsi indietro per creare un fronte popolare unitario.

In merito all’appello siglato da cittadine e cittadini, Daniele Calosi ha così commentato:

Ringrazio le compagne e compagni, cittadine e cittadini, persone comuni, Sinistra Italiana della Toscana, il panorama civico toscano, che hanno deciso di rivolgermi questo appello. E’ un sostegno straordinario che mi lusinga, mi emoziona e che valorizza, anche, il ruolo svolto dal Sindacato in questi anni in Toscana e a Firenze.

Sarei stato lieto di poter valutare un progetto che puntasse a costruire un terreno più largo e che riunisse tutta la Sinistra toscana, ma visto, la difficoltà di tanti e la poca volontà politica a realizzare un progetto unitario, non ci sono, per quanto mi riguarda le condizioni per una mia candidatura che dovrebbe unire e non produrre ulteriori divisioni.

Daniele Calosi

Faccio solo una riflessione: le divisioni che esistono a Sinistra da quasi 30 anni,dopo la fine del PCI a cui sono stato orgogliosamente iscritto, penso siano state le principali cause che hanno portato al peggioramento delle condizioni di vita di chi per vivere deve lavorare, che sono le persone che provo ogni giorno a rappresentare nella mia attività di dirigente sindacale della FIOM e della CGIL.

Io credo fermamente che la Sinistra politica dovrebbe continuare a cercare un campo di confronto condiviso, che metta al centro gli interessi delle persone comuni, senza perdersi dietro a personalismi e operazioni politiciste, altrimenti sarà difficile ricostruire una connessione sentimentale con il proprio popolo che da tempo si è ormai già frantumata. Un popolo che in assenza di punti di riferimento cerca pericolosamente risposte nella parole d’ordine della destra.

Vista la fase d’emergenza sanitaria che ha attraversato anche la nostra Regione e che causerà, purtroppo, un aggravamento della crisi economica attuale, che rischia di essere pagata, nuovamente, solo dai più deboli, sarebbe opportuno che i vari movimenti e partiti della sinistra, ovunque e attualmente collocati si mettessero insieme utilizzando le capacità di tutte e tutti per un interesse superiore che è solo quello dei bisogni delle persone. A Sinistra c’è la necessità urgente di riscoprire il ruolo ed il valore dell’intelligenza collettiva e non dell’autoreferenzialità.

Don Milani diceva:“…il problema degli altri è uguale al mio. Sortirne tutti insieme è politica. Sortirne da soli è avarizia.“ C’è bisogno perciò di una Politica con la P maiuscola che aiuti la rinascita di una sinistra plurale e unita, e non di tante sinistre piccole e litigiose, perché solo così si può dare risposte ai problemi delle persone, affinché quei problemi siano percepiti da chiunque come un problema collettivo.

I firmatari dell’appello, Sinistra Italiana, il mondo del civismo toscano, hanno proposto un progetto politico interessante che, indipendentemente dal mio nome, consiglio di non abbandonare ma bensì proseguire con tenacia. Un progetto di unità e non di divisione. Questa è la vera novità. Adesso, più che mai, è davvero importante unirsi e non dividersi.

Per questi motivi, quindi, non posso accettare l’invito a candidarmi che mi è stato rivolto. Mi dispiace.
Io faccio il sindacalista, ed è un grande orgoglio per me farlo, come ho già detto altre volte, è un’attività che mi appassiona e mi onora e sopratutto è un impegno che mi piace tantissimo. Un’attività nella quale penso di poter dare ancora molto, sia ai lavoratori che alla mia organizzazione, come uomo di sinistra che crede fermamente nell’uguaglianza sociale e nella possibilità di cambiare lo stato di cose esistenti.
Con sincera e profonda emozione, ancora grazie a tutte e tutti.

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