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Houston ha un problema

Le autorità della quarta città degli Stati Uniti per ordine di grandezza invocano la richiusura davanti alle difficoltà degli ospedali ad accogliere e curare propriamente i casi più severi fra nuovi i positivi al Covid-19.

Le autorità della quarta città degli Stati Uniti per ordine di grandezza invocano la richiusura davanti alle difficoltà degli ospedali ad accogliere e curare propriamente i casi più severi fra nuovi i positivi al Covid-19.

Molti si ricorderanno la famosa frase “Ok, Houston, we’ve had a problem here” (Ok, Houston, abbiamo avuto un problema qui) pronunciata dall’astronauta Jack Swigert durante la missione Apollo 13 nel 1970. Ora, a 50 anni di distanza, è Houston stessa ad avere un problema e non da poco.

Il sindaco di Houston Sylvester Turner e il giudice della Contea di Harris, Lina Hidalgo (entrambi Dem) ieri hanno dichiarato che è necessario uno “stay-at-home order” per la città a fronte del dilagare del virus. Hidalgo ha spiegato “Non solo abbiamo bisogno di uno stay-at-home order ma questa volta dobbiamo anche mantenerlo fino a quando la curva dei ricoveri scenderà giù, non solo fino a quando essa si appiattisce. Molte comunità che hanno perseverato con quella modalità stanno riaprendo a lungo raggio. Impariamo da quello e non facciamo lo stesso errore due volte.”

Con queste parole il giudice Hidalgo si riferisce alla precedente cessazione del lockdown nello Stato del Texas che, col senno di poi, sembra essere stata un po’ troppo anticipata rispetto ai suggerimenti delle autorità di sanità pubblica americane e abbia posto le basi per un ulteriore riemersione e propagazione del coronavirus. Avendo voluto riaprire troppo presto e ripartire troppo velocemente la città si trova ora davanti uno scenario poco piacevole, cioè il “lock back down”, tornare a chiudere.
Gli amministratori locali sperano di ottenere dal governatore dello stato l’ordine di chiusura, augurandosi poi di implementarlo al meglio, come già sperimentato con successo da altri stati, americani e non.

La richiesta arriva dopo una settimana difficile in cui il Texas ha continuato a battere record di positività al Covid, giorno dopo giorno. I funzionari della sanità ieri hanno riportato la cifra di 8.196 nuovi casi di contagio, 80 nuovi decessi e un totale di 10.410 pazienti Covid ricoverati negli ospedali locali che nella loro totalità dispongono di 10.698 posti letto di cui 940 in terapia intensiva e 5127 ventilatori. L’aggiornamento dati di ieri mostrava 45,368 casi di infezione nella Contea di Harris ma probabilmente il numero di contagi sul territorio è maggiore. Molte persone infatti non sono state sottoposte al tampone e una parte delle positività potrebbe essere rimasta sommersa.

Ora la decisione per l’emanazione o meno dello stay-at-home order è nelle mani del governatore Greg Abbott (Rep) che fino a qui ha resistito alle pressioni per chiudere nuovamente tutto, considerando un altro lockdown come l’ultima risorsa a cui fare appello.
Abbott, che è stato fautore di una delle riaperture più rapide negli Stati Uniti, ha successivamente iniziato a fare marcia indietro ordinando ai bar di chiudere e chiedendo alla popolazione di buona parte del territorio di indossare le mascherine, fino ad arrivare a venerdì scorso quando ha annunciato lo stato di calamità per tutto il Texas. Il governatore ieri ha anche aggiunto che la sua amministrazione continuerà a supportare finanziariamente grandi centri per l’effettuazione dei test ai cittadini nell’area di Dallas e Houston.

Fonte: AP 12/07/20 ore 22:57 / Houston Chronicle

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