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A 19 dalla scomparsa la morte del giornalista crea ancora polemiche

A 19 anni dalla scomparsa, la morte di Montanelli suscita ancora polemiche

A 19 anni dalla scomparsa, la morte di Montanelli suscita ancora polemiche. Sono passati quasi venti anni dalla morte di Indro Montanelli avvenuta il 22 luglio del 2001. Un anniversario preceduto dalle polemiche con la statua milanese imbrattata di rosso qualche settimana fa per il suo passato da colonialista in Abissinia dove “comprò” una moglie di 12 anni. Montanelli è ricordato per essere un grande giornalista, sicuramente il più carismatico tra quelli italiani. Nato a Fucecchio nel 1909, scrittore e giornalista, è stato corrispondente e inviato speciale di varie testate, celebri sono i suoi resoconti dall’Est Europa in piena guerra fredda per il Corriere della Sera di cui è stato redattore fino al 1973 quando fondò e diresse, fino al 1994 quando lasciò in polemica con l’editore Silvio Berlusconi, Il Giornale per poi dare vita a La Voce. Si può definire un giornalista e un personaggio Intransigente e anticonformista, per sua stessa ammissione avverso al comunismo e fautore di una destra ideale. Montanelli aderì al partito Fascista e in Abissinia guidò un battaglione di truppe indigene ma lasciò presto e criticò il regime fascista e questo gli costò l’esclusione dall’albo dei giornalisti, tanto da aderire al movimento partigiano Giustizia e libertà e venne catturato e incarcerato dai tedeschi.

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