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“E se cadesse la Toscana?” Un libro a sei mani per riflettere su un possibile scenario

Un libro a sei mani perché gli autori sono tre, Andrea Pannocchia, Lorenzo Salusest e Niccolò Maccallè, tre comunicatori ,consulenti politici e militanti con specializzazioni diverse: chi politologo chi sociologico chi giornalista ma con un comune sentire che li ha uniti per dare vita ad un volume diverso.

Il libro concepito e scritto prima del lockdown, quindi con alcuni dati passibili di aggiornamento dopo lo tzunami Covid, ha come titolo una domanda legittima vista la tendenza degli ultimi cinque anni : quante possibilità ci sono che la regione rossa per eccellenza possa cadere? Ribaltone mai avvenuto dal 1970 ad oggi. Non è un libro di parte che teme o auspica la caduta di alcuno, ma un libro di analisi e raccolta di dati e scenari e cerca di mettere insieme competenze, saperi e dati differenti.

Andrea Pannocchia spiega il dietro le quinte del libro: “L’obiettivo era quello di consentire al numero più alto di toscani di arrivare al voto preparati, aldilà delle tifoserie , delle ideologie di quello che uno teme e auspica ma solo per cercare di capire a partire da quello che è successo negli ultimi 5 anni nel panorama politico e sociale toscano. Le dinamiche dei partiti e della società toscana. Aldilà delle ricostruzioni mediatiche e politiche composte da slogan, questo titolo aveva dei fondamenti scientifici e abbiamo scoperto che negli ultimi 5 anni su 10 comuni 6 sono di centrodestra. Situazione che prima del 2015 non era pensabile, proprio cinque anni iniziò questa tendenza con la conquista di Arezzo Grosseto, Pistoia, Pisa, Massa e Siena. Una tendenza che sembra essersi arrestata l’anno scorso quando il centrosinistra ha riconquistato Livorno e mantenuto Firenze e Prato. Abbiamo analizzato i dati dei principali comuni, quello che è successo in questi anni. Tutte le sconfitte del centrosinistra in Toscana, analisi delle elezioni dei ballottaggi, e la domanda che ci siamo fatti è questa: ma queste elezioni regionali risentiranno del vento politico che spira verso il centrodestra e quindi anche lega, oppure saranno più simili alle amministrative dove il centrosinistra ha riconquistato la posizione grazie alle sua rete capillare sul territorio?”

Come spesso accade durante la stesura di un libro , ci sono state scoperte in corso d’opera. I tre autori hanno condotto dei sondaggi non solo politici ma sociali dai quali è emerso che la Toscana è una delle regioni più vecchie d’Italia e il bisogno di welfare è cambiato rispetto al passato, che in Toscana tante proposte di fusioni tra comuni sono state bocciate da un referendum popolare, e questo fa pensare al rifiuto di un certo modello centralista fiorentino. Si è capito che non c’è una sola Toscana. C’è una Toscana interna che fa capo alla provincia di Firenze , la più vasta, dove ancora i servizi sono di buona qualità, il tessuto sociale regge così come gli standard di vita, mentre la Toscana della costa è completamente diversa per dati sociali ed economici, dove si tende a scegliere l’opposizione. Vedremo in che modo queste due parti dialogheranno tra loro e che risultati daranno dopo le elezioni.

In conclusione se dovesse cadere la Toscana, gli autori fanno capire che la caduta darebbe l’impulso a tante dinamiche nazionali. I toscani vedranno quel che sarà ma Se libro lascia aperte delle incognite sul futuro, è riuscito comunque a fotografare il presente , fornendo dati essenziali per la costruzione di un futuro più consono alla popolazione.

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