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Musumeci: non passa la mozione di sfiducia

Il presidente della Regione Sicilia non viene sfiduciato all’Ars. La mozione di sfiducia proposta dai Cinquestelle viene respinta con 36 voti contrari e 24 a favore. “Una mozione priva di serie motivazioni politiche. Una mozione strumentale e pretestuosa” è stata definita, durante l’intervento in Aula, dallo stesso Musumeci.

Di diverso parere Valentina Zafarana, portavoce del MoVimento Cinquestelle all’Assemblea Regionale Siciliana, che così si è pronunciata prima del voto: “Presunzione e immobilismo. Sono questi i tratti caratteristici del governo Musumeci: la presunzione dell’annunciare di star facendo grandi cose, l’immobilismo reale di ciò che, invece, sta facendo. Quello di Musumeci non si può nemmeno definire governo; governare un territorio vuol dire guidarlo, accompagnarlo, tenere la barra dritta durante la tempesta per portare la barca in acque serene. Nulla di tutto questo sta accadendo in Sicilia. Ci si limita ad amministrare l’ordinario, incapaci di imprimere una qualsivoglia spinta, svolta, impronta. Musumeci nelle mani ha un blocco di marmo, la Sicilia, talmente pregiato che, ben lavorato, potrebbe trasformare nel David di Donatello. Invece continua a lavorare come uno scalpellino che, senza arte né parte, tira mestamente colpi sperando di arrivare alla fine naturale della sua Amministrazione. Noi oggi lo sfiduciamo per il bene della Sicilia, ma se lui avesse un minimo di dignità avrebbe già dato le dimissioni”.

Tutto arbitrario, invece, secondo il parere del presidente Musumeci, che ha giudicato la mozione un pretesto per certificare l’esistenza del MoVimento Cinquestelle all’Ars e ha parlato di eccessivi veleni non compatibili con un “luogo sacro come il Parlamento”. In discussione anche l’appartenenza leghista dell’assessore Samonà, che ha fatto ricordare, con toni veementi, al presidente l’alleanza precedente fra Cinquestelle e Lega di Salvini.

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