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No all'hotel di lusso, è guerra su Costa San Giorgio

No all’hotel di lusso, è guerra su Costa San Giorgio

No alla trasformazione in hotel di lusso. E per Costa San Giorgio e collina di Belvedere scende in campo anche il difensore civico della Toscana in sostegno all’istanza presentata dall’associazione Idra

No alla trasformazione in hotel di lusso. E per Costa San Giorgio e collina di Belvedere scende in campo anche il difensore civico della Toscana in sostegno all’istanza presentata dall’associazione Idra. E’ infatti, il Difensore ad invitare Palazzo Vecchio a dare riscontro alla richiesta di proroga dei termini per le osservazioni dei cittadini. E adesso l’Associazione coinvolge anche Soprintendenza, Ministero e Unesco.

«Data la straordinarietà della situazione, dobbiamo invitare il Comune a un riscontro sulla eventualità di una proroga del termine di cui all’art.32 LR 65/2014 per la presentazione delle osservazioni». Così Sandro Vannini scrive nella nota inviata ieri a Palazzo Vecchio, dopo aver ricevuto l’appello per il no alla trasformazione in albergo di lusso dell’ex caserma Vittorio Veneto lanciato alcuni giorni fa dall’associazione fiorentina.

«È di tutta evidenza – osserva Idra nel nuovo appello inviato stamani al Sindaco, al ministro Dario Franceschini, alla Soprintendenza, al presidente Enrico Rossi e all’UNESCO – che proprio in ragione dell’entità e dei potenziali effetti delle previsioni oggetto della Variante semplificata in oggetto, e nonostante le limitazioni e le condizioni di difficoltà in cui si praticano quotidianamente da mesi le relazioni fra cittadini e Uffici pubblici, il Comune di Firenze non ha provveduto a garantire forme e modalità di informazione e partecipazione idonee a mitigare gli effetti negativi di quelle condizioni».

Questo, a dispetto «della qualità del sito interessato dalla Variante, definito nelle stesse delibere di Giunta e Consiglio “un elemento di grande rilevanza architettonica nel centro storico UNESCO”», ma anche «della mole dell’intervento previsto; dell’oggettiva fragilità ambientale e delicatezza infrastrutturale del contesto in cui l’intervento è programmato e della conclamata interferenza della progettazione oggetto di Variante con beni pubblici di alto rango sotto il profilo storico, artistico e architettonico come Forte di Belvedere, Giardino mediceo di Boboli, Palazzo Pitti».

A questo proposito Idra sottolinea che «non risulta essere stata esperita alcuna modalità di informazione diretta, men che mai di partecipazione, dei cittadini residenti nell’area suscettibili di essere coinvolti dai pesanti impatti di cantiere connessi all’intervento e dalle conseguenze permanenti del progetto a regime, né dell’intera comunità cittadina».

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