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Bologna, “S. s.p.a. e Sei s.p.a.”, sequestro di oltre 57 milioni di euro per bancarotta fraudolenta per distrazione

In data odierna è stata data esecuzione al sequestro preventivo dell’intero capitale sociale della S. S.P.A, disposto dal Gip del Tribunale di Bologna, Dott. Ziroldi, accogliendo la richiesta della locale Procura della Repubblica, nell’ambito di un procedimento penale a carico dei componenti il consiglio di amministrazione della S. s.p.a. e dei soci e amministratori della stessa “Sei s.p.a”.

Il Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Bologna ha dato esecuzione al sequestro preventivo dell’intero capitale sociale della S. S.P.A., disposto dal Gip del Tribunale di Bologna, Dott. Ziroldi, accogliendo la richiesta della locale Procura della Repubblica, nell’ambito di un procedimento penale a carico dei componenti il consiglio di amministrazione della S. s.p.a. e dei soci e amministratori della stessa “Sei s.p.a”.

L’ipotesi di reato per cui si procede è bancarotta fraudolenta per distrazione ai sensi del combinato disposto degli artt. 216, 223 e 238 L.F, dopo che, nel febbraio 2020, la Procura della Repubblica di Bologna aveva avanzato al Tribunale per le imprese richiesta di declaratoria del fallimento della S. s.p.a.

Le complesse indagini delegate al Nucleo di Polizia Economico Finanziaria della Guardia di Finanza di Bologna, oltre ad avere evidenziato la preesistenza di una condizione di incapacità economica di S. s.p.a., si sono incentrate su una operazione di scissione risalente al 2017 in virtù della quale numerosi asset immobiliari e partecipativi sono stati trasferiti in favore della neocostituita “S. s.p.a.” : estranea al “gruppo M.”, ma il cui capitale sociale è interamente detenuto dagli indagati. Il valore delle proprietà immobiliari trasferite è pari a circa € 57.639.632, 56: valore netto depurato dei debiti contestualmente fatti gravare sulla società neocostituita “S. s.p.a”.

Accogliendo la tesi dell’ufficio inquirente, il Gip del Tribunale di Bologna ha ritenuto che sia stata indebitamente diminuita, per un pari valore, il patrimonio di S. s.p.a., in danno del ceto creditorio. La operazione di scissione ha così prodotto il consapevole depauperamento dei diritti dei creditori, risultando di natura oggettivamente e soggettivamente distrattiva e, quindi, penalmente inquadrabile nell’ipotesi della bancarotta fraudolenta patrimoniale, perseguibile anche nella fase di istruttoria prefallimentare.

Il sequestro del capitale sociale di S. s.p.a. (e del relativo patrimonio aziendale) è finalizzato a impedire ulteriori pregiudizi in danno delle ragioni dei creditori S. s.p.a. che potrebbero derivare da atti di disposizione su quei beni: prospettiva che ha sostanziato, nella motivazione dei Gip di Bologna, l’urgenza di provvedere a istituire il vincolo di indisponibilità.

L’attività è stata resa possibile dall’approfondito e professionale impegno della Guardia di Finanza di Bologna, che ha consentito di ricostruire vicende economiche sottostanti particolarmente complesse, anche in ragione della concorrente pendenza di procedure concorsuali, in relazione alle quali si è in attesa delle decisioni del Tribunale fallimentare.

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