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Gruppo di astrofotografia della ‘Società astronomica Lunae’: Abbiamo catturato lo spettacolo di Neowise, lo rivedremo solo fra 7000 anni

Un mese importante questo per la Cometa Neowise il cui transito è quasi al termine e che posiamo ancora ammirare nel cielo quasi ad occhio nudo, puntando lo sguardo in alto a Nord Ovest e localizzando il visus sotto l’Orsa Maggiore (costellazione del Grande Carro). Possiamo dare ragione a Keplero quando soleva dire che ci sono più comete nella volta celeste che pesci in mare, ed è proprio così: dopo le deludenti Atlas e Swan che promettevano meraviglie, ma che si sono frantumate in prossimità del Sole, un’altra cometa ha superato, con successo, la fase in cui il nucleo ha retto alla vicinanza del Sole, illuminandosi maggiormente. Il passaggio di Neowise sta incantando il mondo, scoperta lo scorso 27 Marzo dal telescopio Neowise, da cui prende infatti il nome. La cometa, dopo aver passato indenne l’incontro ravvicinato con il Sole, sta raggiungendo il punto più vicino alla Terra (perigeo), poi si allontanerà sempre più diminuendo la sua luminosità fino ad essere invisibile ad occhio nudo. Questi sono gli ultimi giorni per  poterla vedere senza strumentazione in quanto i primi di agosto essa potrà essere osservata solo con un telescopio o un buon binocolo, fino a scomparire totalmente. Neowise mostra due code; una formata da polveri di colore giallastro in quanto riflette la luce del Sole e l’altra di colore blu formata da ioni (anche da sodio, come scoperto ultimamente). Attualmente la magnitudine è di soli 2.1, (più il valore è basso e più un corpo celeste è luminoso) e quindi sta illuminando la notte come una stella di prima grandezza. Ecco perché è visibile sia ad occhio nudo, sia tramite un rudimentale binocolo. Grazie a questa eccezionale luminosità Neowise risulta essere la cometa più brillante degli ultimi 13 anni facendo stupire migliaia di appassionati che possono ancora cercarla in Nord Italia durante la notte a partire dalle ore 21.00, mentre nel Sud tramonterà prima. Potremo riosservare la Cometa di Neowise solo tra 6.683 anni.

Ci hanno regalato questo spettacolo su Spezia alcuni astrofili dell’Associazione ‘Società astronomica Lunae’, realizzando alcune foto durante l’osservazione del cielo con Telescopi sia di Neowise che di altri oggetti. Parliamo dell’attività di astrofotografia di questo team che già abbiamo incontrato precedentemente in una rassegna stampa sulla loro gara degli scatti più belli. La foto di Neowise, pubblicata in questo articolo, è stata realizzata ai Casoni di Suvero (SP), località Rocchetta Vara, ed è il risultato di una sequenza di 10 scatti a 1600 ISO per una  durata di 25 secondi cadauna, realizzata con una reflex full frame Canon 6D, quest’ultima montata su un astroinseguitore star adventurer skywatcher, con obiettivo Canon 24-105 mm. A ‘corredo fotografico’, per dare un’idea sul fascino della serata, ho pubblicato anche la foto della Via Lattea, eseguita con 20 secondi  di esposizione a scatto unico con una macchinetta digitale Canon 60 Da, formato sensore apsc ed obiettivo Samyang 14mm. Seguono alcune foto di altri oggetti osservati in altre serate.

Immagine della Nuova Stella più piccola del Sole e più potente scoperta di recente

Dalla Cometa ad una stella più piccola del Sole, ma più potente

Sempre in questo periodo una stella che corrisponde nelle dimensioni alla metà del nostro Sole ha prodotto un super brillamento 20 volte più forte. Si tratta di una nana rossa chiamata AD Leonis (o Gliese 388), che ha circa il 39-42% della massa del Sole, ha eruttato un brillamento circa 20 volte più potente di qualsiasi getto sia mai venuto fuori dalla nostra stella. Il flare è stato avvistato a 16 anni luce di distanza all’interno della costellazione del Leone.

La maggior parte delle esplosioni di plasma espulse dalla stella nana rossa rientravano negli standard dell’astro. Tuttavia, un brillamento è stato abbastanza potente da sorprendere i ricercatori. L’astronomo Kosuke Namekata dell’Università di Kyoto aferma:-“ brillamenti solari sono esplosioni improvvise che emanano dalle superfici delle stelle, incluso il nostro Sole”.

Per quanto riguarda tali eruzioni, il nostro Sistema Solare è relativamente silenzioso. Le stelle più magneticamente attive possono “eruttare” milioni di volte più energia rispetto al Sole. Gli strumenti sulla Terra, come quello utilizzato per questa scoperta, il Seimei Telescope, ci permettono di studiare in tutta tranquillità questi eventi estremi degli astri sistemi lontano da noi.

“Le nostre analisi del superbrillamento hanno prodotto alcuni dati molto interessanti” – continua Namekata –  “Questa è la prima volta che un fenomeno è stato segnalato ed è grazie all’alta precisione del telescopio Seimei”. Si tratta, dunque, di una meravigliosa scoperta, gli esperti, tuttavia, sperano di farne ancora altre ed in tutta sicurezza nel nostro “bizzarro quartiere galattico”, a volte caotico a volte no, ovvero, l’universo.

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