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Parco Nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise: pubblicato il Rapporto Orso 2019

Orso ucciso a Pettorano Sul Gizio: risarcimento del danno

Orso ucciso a Pettorano sul Gizio. Si è concluso questa mattina il processo d’appello nei confronti del responsabile dell’uccisione di un orso, la cui morte è stata accertata il 12 settembre 2014. Il processo ha chiarito definitivamente che l’animale, colpevole di aver predato alcune galline, è stato colpito a morte dai colpi esplosi da un fucile da caccia utilizzato dall’imputato. E’ stata così ribaltata la sentenza di primo grado e il responsabile è stato condannato al risarcimento del danno in sede civile.

Il 14 novembre 2018 la Lav, come si legge in una nota, è stata ammessa parte civile nel procedimento, “”potendo così contribuire all’accertamento della verità, anche chiedendo che fossero ascoltati il medico veterinario che ha effettuato l’autopsia sull’animale e un perito balistico”.

I danni procurati dalla fauna selvatica sono sempre risarciti dalle amministrazioni, “non vi è quindi alcuna giustificazione per coloro che decidono di imbracciare un fucile ammazzando un animale che stava semplicemente cercando del cibo”.

E ancora: “Quanto disposto oggi dal Tribunale dell’Aquila, sia di monito per chiunque non rispetti le leggi poste a tutela degli animali. Esistono sistemi efficaci per prevenire le eventuali predazioni da parte degli orsi, chi non li mette in pratica non può essere legittimato a usare un fucile contro un animale che non ha alcuna responsabilità”.

Commenta con queste parole Massimo Vitturi, responsabile Lav Area Animali selvatici: “Nell’attesa di leggere le motivazioni della sentenza, esprimiamo grande soddisfazione per questo risultato, perché fissa il principio per cui la giustizia ‘fai da te’ non è ammissibile in nessun caso e che l’uccisione di un animale particolarmente protetto, anche a livello europeo dalla Direttiva Habitat, come l’orso, costituisce un vero e proprio atto illegittimo oltre che contro ogni logica ambientale”. 

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