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Storia di Aida, invisibile, disperata e sola

Non si sa se sia stata abbandonata appena svezzata. Oppure se sia nata da una mamma randagia. È sopravvissuta. Il suo punto di riferimento un altro cane, Nerone. Che oggi non c’è più. Aida ora si dispera nella sua solitudine. La sua storia è quella dei tanti randagi di Sicilia

Per Aida sono stati fatti dodici post su Facebook. Invano. A questi appelli strazianti nessuno ha ancora risposto. La sua storia è quella dei tanti, troppi randagi che vagano per le strade, le colline, le spiagge della Sicilia spesso senza riuscire a salvarsi. Perfino nella disperazione la concorrenza è tanta.

Con un nome, Aida, attribuito dai volontari che cercano di darle una mano, la cagnetta si trova a Barcellona Pozzo di Gotto. Resiste a stento in una villa abbandonata che è stata la sua dimora da che si ha memoria. È disperata. È timida. È spaventata. La sua esistenza l’ha convinta a non avere fiducia in niente e in nessuno. Per questo si è salvata. Per questo oggi è difficile salvarla.

Come Aida i troppi randagi sulle strade della Sicilia

Ma oggi è più che mai necessario salvarla. Aida piange da settimane. Da settimane non si fa avvicinare e mangia quasi niente. Settimane fa, infatti, è morto Nerone, il suo compagno di vita, fratello di strada, randagio come lei ma già adulto quando lei cucciola gli si è avvicinata e si è fatta “adottare”. Con questa morte la cagnetta ha perso praticamente il suo unico punto di riferimento. E adesso ulula e si lamenta.

È urgente trovarle un’adozione. Ma un’adozione del cuore, come è in uso dire. Perché Aida è troppo diffidente, troppo terrorizzata. Con lei tocca avere una riserva di tempo e di pazienza. Tocca dedicarcisi. Sperimentare se stessi.

L’impegno fa paura, ed è normale. Ma le condizioni di Aida sono quelle a cui arrivano i randagi, e i cani abbandonati tutti, che conoscono le tante crudeltà umane con cui si riempie la cronaca di questi tempi.

Randagismo, una piaga mai risolta

Il randagismo è un fenomeno mai risolto in Sicilia. Nella città di Messina i volontari sono riusciti – per la terza volta consecutiva – a bloccare un bando che avrebbe risolto il problema “esportando” i cani nel canile più a buon mercato. Da Barcellona Pozzo di Gotto, Terme Vigliatore, Messina e in tutta l’area metropolitana gli appelli sono quotidiani. Cuccioli buttati nella spazzatura. Cani anziani lasciati in strada perché malati. Cagnette abbandonate perché incinta. L’elenco è infinito. Ma – è proprio il caso di dirlo – se non si riesce a salvarli tutti, si può comunque salvarne qualcuno. L’impegno dei volontari è a tempo pieno. Eppure sembra non bastare mai.

Aida rischia di finire i suoi giorni in un box

Si era pensato di affiancare ad Aida un altro cane, così che potesse rifarsi una famiglia, ritrovare una zona di “comfort”. Ma purtroppo non si può. La villa in cui sta la cagnetta è, sì, disabitata ma è ormai in vendita. Da un giorno all’altro Aida potrebbe perdere la sua “casa”. E finire i suoi giorni in un box, come i suoi due fratelli che stanno rinchiusi da cuccioli. Diventati fobici, nessuno li ha mai scelti.

“Il pensiero che Aida possa finire in canile mi distrugge”, scrive la volontaria Antonella Santalco. “Purtroppo nella villa in cui sta non si possono mettere altricani, per motivi che non sto qui a spiegare. E nemmeno Aida  può più rimanerci. Io non riesco a trovare nulla di nulla. Né stalli né adozione. Però poi quando la vedremo dietro le sbarre, per favore che nessuno commenti ‘poverina!’. È oggi che bisogna trovarle una famiglia”.

Disperatamente cercasi adozione del cuore

“Bisogna farle capire ora – continua la volontaria – che il mondo non finisce con quel cancello dietro il quale ha trascorso tutta la sua vita. Quel candello lo dobbiamo aprire per lei. Per sempre”.

Come fare? Gli appelli sono tantissimi. I randagi a rischio sono davvero troppi. E la situazione di Aida non è dissimile da quella di tanti altri. Tuttavia “non possiamo arrenderci. Così come abbiamo trovato adozione per tanti altri cani, spesso in condizioni difficili, dobbiamo fare del tutto anche per lei, affinché non rimanga invisibile ancora. Quella di Aida è un’adozione d’amore”.

Non si aspettino gli adottanti una cucciola. Aida ha 4 anni. Non si aspettino una cagnetta che cerca coccole. Aida ha visto il peggio e degli esseri umani diffida. Non si aspettino che subito sia capace di ambientarsi. Aida si è rintanata in quella villa, sotto la protezione di Nerone, quando aveva pochissimi mesi di vita. E da allora non l’ha mai lasciata.

“Ora non può più vivere lì dove ha sempre vissuto”, dice Antonella Santalco. “Il mio appello è perché qualcuno mi aiuti a salvarla. Qualcuno responsabile e consapevole. La distanza non è un problema. Se qualcuno la vuole adottare, se questionario e visita pre-affido vanno bene, la mando con staffetta ovunque, in tutta Italia. E se succede, quello sarà uno dei giorni più belli della mia vita”.

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