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Sboarina buoni spesa

Buoni spesa Covid: a Verona 3.100 domande, il 75% da “nuovi poveri”

I buoni spesa distribuiti durante l’emergenza Coronavirus diventano cartina tornasole delle nuove povertà. Della loro nazionalità, quartiere di residenza e posizione lavorativa. La maggior parte delle richieste, infatti, è stata presentata da famiglie che prima del Covid non avevano bisogno di un sostegno. Delle 3.100 domande accolte dal Comune, il 73 per cento è arrivato da persone che non erano mai state aiutate prima dai Servizi sociali comunali. Causa principale delle difficoltà economiche, la perdita del lavoro soprattutto in bar, ristoranti, luoghi di intrattenimento e spettacolo, coloro che lavorano principalmente con il turismo. Ma anche parrucchieri, estetiste, assistenza anziani. Questi i settori più penalizzati, oltre ai venditori ambulanti e porta a porta.

Domande. Dei fondi stanziati dal Governo per l’acquisto di generi alimentari e beni di prima necessità, al Comune di Verona sono arrivati 1 milione e 362 mila euro, somma integrata con ulteriori fondi fino al raggiungimento del milione e mezzo. Le domande per i buoni spesa sono state presentate per tutto il mese di aprile e i voucher sono stati poi distribuiti porta a porta, prolungandone la scadenza fino al 15 giugno. Le domande pervenute sono state 6.060, delle quali 3.100 accolte e 2.960 respinte per la mancanza dei requisiti. I beneficiari sono stati in totale 8.597 persone, circa il 3,2% della popolazione residente a Verona. Ben 866 domande sono state presentate da persone singole che non potevano contare su altre fonti di reddito. Il 46% delle richieste è arrivato da persone di nazionalità italiana, il 17 % da cittadini dello Sri Lanka, il 9% da nigeriani.

Mappatura. Sono state la Quarta e la Quinta le Circoscrizioni dalle quali sono pervenute il maggior numero di richieste in proporzione con la popolazione residente. Golosine, Santa Lucia, Palazzina e Tomba i quartieri dai quali sono partite più domande. Anche se in assoluto la Circoscrizione che ha avuto più buoni spesa è stata la Terza in quanto la più popolosa. Poche le richieste dalla Ottava e Seconda Circoscrizione, meno di 20 le domande per Santa Maria in Stelle, Mizzole, Avesa e Valdonega. Ben 56 le domande presentate da residenti della città antica, un numero elevato rispetto alla popolazione, basti pensare che sono state 128 in Borgo Milano, uno dei quartieri più densamente abitati di Verona, e 115 allo Stadio.

A illustrare il report dei dati acquisiti dal Comune, il sindaco Federico Sboarina, in diretta streaming.

“Questi numeri ci mettono davanti ad una situazione completamente diversa rispetto a quella pre Covid – ha detto il sindaco -. Più di 3 mila famiglie in difficoltà, circa 8 mila persone, vanno a sommarsi alle fragilità sociali che seguivamo prima. La pandemia ci lascia in eredità un’emergenza economico-sociale che diventa prioritaria, perché vissuta da tanti veronesi che prima vivevano del loro lavoro e, nei mesi scorsi, non riuscivano nemmeno a fare la spesa. A Verona non lasciamo indietro nessuno, l’abbiamo dimostrato attivando immediatamente la macchina organizzativa quando sono arrivati i fondi del Governo. Siamo stati uno dei pochi Comuni a fare la consegna dei buoni a domicilio proprio perché nemmeno uno fosse sprecato o finisse nelle mani sbagliate. Un’organizzazione impeccabile per la quale ringrazio tutti gli uffici e le Istituzioni che ci hanno dato una mano, come la Guardia di Finanza. Un impegno che ci siamo presi e che porteremo avanti, rivedendo anche le priorità di bilancio. Avevamo istituito il fondo Nuove Povertà, che si alimentava delle ex gratuità dei biglietti in Arena, purtroppo quest’anno non avremo nemmeno queste risorse, un tesoretto di circa 300 mila euro l’anno che copriva diverse emergenze. Faremo comunque tutto il possibile perché nessuno si senta solo, il supporto delle Istituzioni c’è”.
 

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