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Chiarimenti sulle corsie ciclabili a Bologna

Chiarimenti sulle corsie ciclabile a Bologna. L’assessore Mazzanti ha risposto, alla domanda d’attualità del consigliere Bosco sulle corsie ciclabili.

Chiarimenti sulle corsie ciclabili a Bologna.

L’assessore Claudio Mazzanti ha risposto, in seduta di Question time lo scorso venerdì, alla domanda d’attualità del consigliere Umberto Bosco (Lega nord) sulle corsie ciclabili. 

Domanda del consigliere Bosco

“Alla luce degli articoli di stampa si chiede il parere della Giunta. In particolare si chiede di sapere se non intenda, ove possibile e opportuno, eliminare le corsie ciclabili che riducono la carreggiata e ripristinare le piste ciclabili preesistenti”.

Risposta dell’assessore Mazzanti

“Gentile consigliere,
l’intervento recentemente attuato in viale Lenin rientra nel progetto di sicurezza stradale attivo in diversi ambiti territoriali della città, opportunamente integrato con l’aggiunta su ambo i lati della strada di corsie ciclabili come previsto dal DL 34/2020, a seguito dell’emergenza Covid-19 e della conseguente necessità di contenere l’uso dei mezzi motorizzati privati in considerazione del minore temporaneo utilizzo del trasporto pubblico, all’interno del Piano della mobilità ciclabile emergenziale di prossima adozione in Giunta e già anticipato nelle sue linee essenziali ai consiglieri della IV Commissione “Mobilità, infrastrutture e lavori pubblici” nella seduta del 15 maggio, una delle tante che abbiamo fatto negli anni su questo argomento. Ciò per evitare un arretramento e un ritardo rispetto agli obiettivi di modifica della ripartizione modale degli spostamenti fissati dai vigenti strumenti di pianificazione (PUMS, PGTU, Biciplan e Bicipolitana), oltre che per evitare una maggiore congestione della rete stradale della nostra città.

Si tratta di un intervento coerente con i suindicati strumenti di pianificazione, in particolare per il fatto di porre in connessione una pista ciclabile esistente, la “Carlo Piazzi”, che transita per via Misa, con l’asse della via Emilia, individuato dal Biciplan come sede della futura Ciclovia n. 1 Est, che finalmente collegherà in modo funzionale l’ambito San Vitale e San Ruffillo. Quindi saranno molte le realizzazioni tutte all’interno degli atti di programmazione di cui il Comune di Bologna si è dotato con ampia discussione prima di arrivare alla deliberazione. 

Si ritiene che la sistemazione realizzata in viale Lenin, coerente con le linee guida di progettazione dei percorsi ciclabili definite dal Biciplan e resa possibile anche dalla recente introduzione nel Codice della Strada di una nuova tipologia di corsia ciclabile valicabile e ad uso promiscuo con il traffico veicolare, rappresenti un miglioramento della situazione precedente in termini di maggiore sicurezza stradale con particolare riferimento all’utenza ciclistica. Questo perché, sulla scorta di consolidate esperienze maturate nelle città e nelle nazioni che più di altre hanno saputo assegnare un ruolo centrale alla mobilità ciclabile, è emerso come, in ambito urbano, i percorsi ciclabili segregati dalle correnti di traffico veicolare generino una maggiore conflittualità tra auto e bicicletta rispetto alle soluzioni che riconoscono alla bici il proprio ruolo di veicolo a tutti gli effetti, assegnandole in quanto tale il giusto spazio all’interno della carreggiata stradale, e non al suo esterno. La ragione di ciò va ricercata nel fatto che la compresenza su strada di auto e bici favorisce la visibilità reciproca tra i due mezzi, garantendo ad entrambi una percorrenza della strada sicura e non conflittuale, ciascuno ovviamente nel rispetto delle norme di circolazione. Viceversa la segregazione delle biciclette in percorsi esterni alla carreggiata, peraltro realizzabili con maggiori difficoltà, costi e impatti, è foriera di conflitti nei punti dove inevitabilmente i due flussi auto e bici prima o poi si intersecano, a causa della minore reciproca visibilità che ne consegue.

Alla luce di quanto sopra esposto si conferma il nuovo assetto realizzato in viale Lenin specificando che, trovandoci all’interno di uno scenario di urgenza di difficile previsione e in continuo cambiamento, e vista la novità normativa di alcuni aspetti progettuali che caratterizzano questo ed altri interventi emergenziali attuati o di prossima attuazione, lo scrivente Settore si riserva di monitorare gli effetti di queste realizzazioni per valutare in futuro eventuali affinamenti che dovessero rendersi necessari.
Appare infine utile precisare che in viale Lenin non è stata soppressa alcuna pista ciclabile preesistente.

Per quanto riguarda la domanda sollevata dal consigliere Bosco oggi su via Casarini e sulle piste ciclabili su marciapiede, ricordo che le piste su marciapiede sono state spesso citate per la contraddizione tra le due realtà: pedoni e bicicletta. Io spero che anche su via Fioravanti si riesca ad eliminare la pista su marciapiedi, che è stata la prima pista realizzata a Bologna da due amministrazioni diverse, Vitali e Guazzaloca, quando non c’era la normativa che attualmente consente di andare sulla carreggiata. Una delle maggiori critiche che fu fatta fin da allora, e che si tira fuori quando fa comodo, è la promiscuità tra pedoni e ciclisti, che stiamo cercando di superare. Bisogna però che ci chiariamo se fa comodo alternare la polemica sulla pista in carreggiata a quella sulla pista promiscua su marciapiede”.

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