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Turismo a picco: l’80% delle strutture ha chiuso i battenti

Turismo a picco, strutture ricettive chiuse per l’80%, camere occupate al 10% in quelle aperte.

Turismo a picco, strutture ricettive chiuse per l’80%, camere occupate al 10% in quelle aperte. E’ l’allarme turismo post Covid, lanciato da Cgil e la Filcams Cgil Firenze che chiedono «il prolungamento degli ammortizzatori sociali e del blocco dei licenziamenti» e di «cambiare radicalmente modello di offerta, verso uno più sostenibile».

Turismo a picco, lo hanno detto stamani attraverso una iniziativa itinerante nelle strade del centro di Firenze con oltre 50 biciclette, promossa dalla Cgil Firenze e dalla Filcams Cgil Firenze, le lavoratrici e i lavoratori di bar, ristoranti, alberghi e musei hanno ripercorso stamani le tappe del turismo che non c’è più, per raccontare i danni del Covid al settore

Turismo a picco e quello che chiedono è «il prolungamento degli ammortizzatori sociali e del blocco dei licenziamenti» ed affermare ancora una volta che «occorre cambiare radicalmente modello di turismo. Non si può tornare al modello turistico conosciuto a Firenze fino allo scorso anno che ha privilegiato la domanda internazionale e ha eroso il tessuto urbano e sociale, dimostrando tutta la sua debolezza strutturale. Serve un  modello più sostenibile», dicono Maurizio Magi Filcams Cgil Firenze e Gianluca Lacoppola Cgil Firenze.

Quindi, secondo Cgil e Filcams Cgil, «va riattivata la domanda interna, valutando la specificità di Firenze che merita sì attenzioni speciali dal Governo, come le altre città d’arte, ma semmai per creare un nuovo modello di turismo, non per tornare a quello di prima». Questo l’itinerario percorso dalla biciclettata di stamani: via San Zanobi, San Marco, Duomo, Repubblica, Strozzi, Santa Trinita, Lungarno Corsini, ponte alla Carraia, Santo Spirito, piazza Pitti, Ponte Vecchio, piazza Signoria.

I numeri del crollo. Oggi solo il 20% delle strutture ricettive (alberghiere e extraalberghiere) di Firenze e provincia sono aperte, per l’80% sono chiuse. Nelle strutture aperte, l’occupazione delle camere è al 10%. Tra Firenze e provincia ci sono nel turismo circa 30mila addetti: la metà nel sistema ricettizio (per il 50% circa si tratta di dipendenti diretti, per il resto si tratta di dipendenti indiretti, terziarizzati, a chiamata, stagionali), l’altra metà tra pubblici esercizi e sistema museale.

Nell’emergenza Covid, la Filcams Cgil fiorentina ha siglato circa un migliaio di accordi con le aziende locali per gli ammortizzatori sociali. Questi ultimi, legati al Covid, in alcuni casi sono terminati, in altri casi stanno finendo e già diverse aziende stanno chiedendo di attivare l’uso di quelli ordinari.

Le richieste. Ecco cosa chiedono la Cgil e la Filcams Cgil di Firenze per avere un nuovo modello di turismo, più sostenibile e a carattere “diffuso”, per la Città metropolitana fiorentina: diffusione dei flussi turistici, policentrismo culturale, riconversione produttiva del centro storico, argine agli affitti turistici e lotta alla rendita, il tutto in una visione realmente metropolitana, sono infatti temi che potranno essere realmente affrontati solo se cambia il modo di lavorare nell’industria turistica.

Occorre risolvere la precarietà figlia prima di tutto di lavoro a chiamata, tirocini e contratti a tempo determinato; affrontare il tema del lavoro povero prodotto dalla diffusione dei contratti part time, delle esternalizzazioni e della mancata applicazione dei contratti nazionali di riferimento; lottare contro l’illegalità e il lavoro nero o grigio; sostenere tutti quei lavori legati al turismo. 

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