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C.Na.L.: Santelli sia Commissario Sanità in Calabria

“Nell’immediato, l’unica soluzione per affrontare un eventuale ritorno dell’emergenza sanitaria da Covid-19 sarebbe dare i pieni poteri al Presidente Santelli“. È la proposta shock lanciata da Salvatore Ronghi, Segretario Generale C.Na.L. (Confederazione Nazionale Lavoratori), intervenuto ad una conferenza stampa sul tema della Sanità tenutosi a Reggio Calabria.

L’incontro ha preso le mosse dalla disastrosa gestione commissariale del comparto sanitario calabrese, giunto a 11 anni, e che ha visto non solo crescere il debito che ci si proponeva di ridurre con il Piano di Rientro ma anche distruggere il sistema esistente, con tagli alle spese, chiusura di nosocomi e ASP, fino al commissariamento dell’Azienda Sanitaria Provinciale di Reggio Calabria per infiltrazioni mafiose.

“Abbiamo una spesa sanitaria pro-capite più bassa d’Europa – ha spiegato Sergio Marino -, un’altissima migrazione sanitaria, pochi posti letto, e se la pandemia che stiamo affrontando, che ha messo a nudo tutte le carenze della Sanità, avesse investito la Calabria come accaduto in Lombardia, oggi staremmo parlando di un’autentica ecatombe”.

E nella provincia di Reggio Calabria, il quadro si fa ancora più tragico, come spiega Giuseppe Martorano: “Vi è una evidente carenza di personale, di strutture e di strumenti. L’ultimo Decreto Calabria? Scritto benissimo ma è carta morta, non viene applicato – ha tuonato il sindacalista -. Pensiamo all’ASP di Reggio Calabria, sciolta per infiltrazione mafiosa. È stato chiesto il dissesto ma senza certificazione del debito non è possibile concederlo. E chi dovrebbe accertarlo? Noi ci rivolgiamo alla politica regionale e nazionale perché intervenga subito, ma oggi la Sanità è un mezzo di consenso elettorale”.

Chiosa finale affidata ancora al Segretario Generale, Salvatore Ronghi. “In oltre dieci anni di commissariamento, con uomini scelti da Roma, si è passati da 150 milioni a 900 milioni di debito – ha spiegato -. La nostra proposta? Tornare alla gestione nazionale della sanità entro tre anni. E poi – ha aggiunto -, ricostruire la Sanità calabrese. Dei 32 miliardi messi a disposizione dal MES per la Sanità, il 46% finirà al Sud. Fondi che dovranno essere spesi subito, rendicontati entro il 2021. Per riuscirci – ha poi concluso -, il Governo dovrebbe congelare, per i prossimi tre anni, il codice degli appalti e istituire la stazione unica appaltante, magari affidandola a Gratteri”.

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