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Alleanza civica lascia Aristide Massardo: ‘Si è appiattito sul vecchio modello’

L’immagine in evidenza ritrae i Professore Aristide Massardo

Alleanza civica si era rifiutata di accettare ed avvallare la candidatura di Sansa, dietro cui vedeva e ritiene un progetto politico incerto e poco concreto, velleitario; un ‘cartello del no’ destinato a mettere nell’angolo le forze riformiste e tutto il centro sinistra per altri cinque anni. Per tale ragione non può, nemmeno, sostenere un aggregato politico troppo legato ad obsoleti schemi centristi sia per modo di pensare che di procedere. Essa, con rammarico, prende atto che sono venute meno le condizioni politiche per dar vita ad un progetto civico che sia radicalmente innovativo in queste elezioni regionali. Si legge in una nota firmata con Avantinsieme: – “ Prendiamo atto che Massardo ha scelto di appiattirsi sul vecchio modello facendosi di fatto il portavoce di quelle forze e di quei rappresentanti di una politica che gli elettori liguri del centrosinistra certo non rimpiangono. Noi non siamo né la forza politica dell’immobilismo, né tantomeno quella che promette di continuare come prima, considerando i cinque anni di Toti come una parentesi. Abbiamo sperato e creduto che Aristide Fausto Massardo, in qualità di professore universitario e tecnico di livello, diventasse l’alfiere di un rinnovamento che vuole coniugare natura e tecnologia, industria e lavoro, che vuole modellare una sanità pubblica lontana sia dai vecchi schemi statalisti, sia dalla privatizzazione sistematica e sciagurata della destra. Il nostro progetto sarebbe stato ed è ancora in grado davvero di intimorire Toti ed il centro destra. Ma a quanto pare Massardo ha preferito dar ascolto a chi, immemore delle sconfitte subite, ha continuato ad agire per dividere, spinto più da interessi di bottega che dal bene dei cittadini”  – sottolinea –“Era infatti nostro intendimento portare alla ribalta della politica ligure nuove idee, nuove persone, non solo non condizionate da vecchie e stantie diatribe politico ideologiche, ma anche capaci, finalmente, di pensare e di agire in modo originale ed innovativo;

Aristide Massardo

lo scopo era quello di essere all’altezza delle sfide che un futuro complesso ma carico di opportunità ci presenta. Pensavamo cioè che Massardo fosse l’otre in cui mettere a fermentare il vino nuovo. Non è stato così. Hanno prevalso vecchie regole di posizionamento tra le forze che inizialmente avevano individuato in quel candidato il possibile portavoce ed esecutore del programma di rinnovamento. E Massardo non è stato in grado o non ha voluto imporre la svolta. Ha via via perso lo slancio e la caratterizzazione civica, ha perso l’appoggio dei cittadini, a partire dai suoi stessi primi sostenitori dell’associazione da lui promossa, fino a diventare il rappresentante dei soli tre partiti che alla fine sono rimasti a sostenerlo: da una Alleanza larga ad una cosetta ristretta, senza respiro e senza prospettive, se non quella di riuscire, forse, ad eleggere in Consiglio Regionale un ex consigliere di Genova che da dieci anni ricopre quel ruolo. Alla faccia del rinnovamento!” –conclude – “Noi continueremo a proporci come un laboratorio politico al servizio dei cittadini, pronti all’ascolto, all’elaborazione, con flessibilità operativa ma con fermezza di principi. I nostri elettori sono donne e uomini con capacità e coscienza critiche e con autonomia di pensiero. Quanti non sono disposti a rassegnarsi al potere di un centrodestra che, approfittando dell’assenza di una vera alternativa, continuerà a governare male una Regione che avrebbe invece bisogno di nuovo slancio ed apertura politica e programmatica, troveranno sempre in alleanza Civica un punto di riferimento e di appoggio per risolvere i tanti problemi che affliggono la nostra comunità”. Le liste civiche di AC-Liguria si riprendono, secondo quanto espresso, la propria autonomia astenendosi dal fornire indicazioni di voto alle prossime regionali.

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