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Centrodestra in vantaggio nelle Marche. Ma la metà non sa ancora chi votare

Centrodestra in vantaggio nelle Marche. Ma la metà non sa ancora chi votare

Low profile, pochi social, Francesco Acquaroli ha già guadagnato sottotraccia, secondo i sondaggi, un vantaggio consistente sul suo competitor di centrosinistra, Maurizio Mangialardi, per essere il nuovo Governatore regionale. Sono due giovani, il primo contenuto e piuttosto schivo, il secondo scattoso e con un ciuffo che farebbe invidia a Fonzie.
Sì, perchè nelle Marche, il Salvini di turno, per comparsate, è Mangialardi. Quasi duecento chilometri di litorale già programmati per i comizi e ancora da scegliere quale sarà il Papeete della possibile remuntada. Acquaroli intanto ha incassato il sostegno di molti sindaci, mai come questa volta le città potrebbero trovarsi sguarnite di primi cittadini, dopo le elezioni.

Le Marche, si sa, nello scacchiere italiano è una Regione chiave, che da tempo, soprattutto grazie ai volti di Pesaro-Urbino e Ancona, è governata dal centrosinistra. Il vento di cambiamento è forte, almeno così dicono i sondaggi e la vox populi, ma con due incognite: la prima, che potrebbe pesare, è che il 41% degli elettori non ha la minima idea per chi votare, la seconda, solo politicamente importante, è che se Movimento 5S e Pd non si prendessero a sassate, avrebbero un margine di vantaggio rilevante. E invece litigano e ripropondono il perenne dubbio che attanaglia la sinistra: masochisti o no?

Manca poco all’appuntamento elettorale, che oggi sembra in mano all’attuale deputato di Fratelli d’Italia. Poche sono le diatribe ideologiche e ancora di meno gli scambi di “complimenti” tra gli avversari sui programmi (che rimangono su polemiche conosciute: come è stato gestito il terremoto o l’autostrada A14 sempre bloccata). A favore di Acquaroli c’è la staticità di una Regione che è stata una dei motori d’Italia e oggi ha invece, anche a caudsa del Covid, una velocità di crociera molto ridotta.

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