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Montagne aquilane ancora in fiamme: dove c'è fumo c'è fuoco (si impone una riflessione)

Montagne aquilane ancora in fiamme: dove c’è fumo c’è fuoco (si impone una riflessione)

Montagne aquilane ancora in fiamme: a occhio nudo si vede ancora fumo e dove c’è fumo c’è fuoco. Riceviamo e pubblichiamo da Lelio De Santis, Capogruppo Cambiare insieme al Consiglio comunale dell’Aquila: “Dopo aver ribadito il dovuto ringraziamento per tutti coloro che si sono prodigati per 10 giorni nell’opera di spegnimento degli incendi divampati da Arischia a Pettino, sorge il dubbio che qualcosa non stia funzionando nelle operazioni di spegnimento con i mezzi aerei, se ancora si riaccendono focolai di incendi in più zone. Sembrerebbe a parere della Protezione civile che per mettere fine al divampare del fuoco ci sia un solo un rimedio: Piogge abbondanti. A me pare, pur in presenza delle oggettive difficoltà, assurda questa ammissione di impotenza da parte di chi deve sul piano istituzionale porre rimedio ad un disastro ambientale, che ha distrutto 800 ettari di bosco e che ha minacciato le abitazioni di diverse famiglie. La stessa Federazione rinascita forestale ha rimarcato come si spendano centinaia di migliaia di euro solo per effettuare gli interventi con mezzi aerei, per lo più di proprietà privata, mentre mostra limiti evidenti il sistema antincendio a terra. Allora, il Sindaco, Pierluigi Biondi, ed il Presidente, Marco Marsilio, o facciano voti alla Dea pioggia o affrontino con più fermezza il problema, magari ritirando l’Ordinanza anti volontari ed investendo risorse aggiuntive in una campagna straordinaria di intervento a terra. Poi, sarà necessario un serio piano di bonifica di tutte le aree bruciate, il rimpianto di piante e la riapertura dei sentieri. Ci vorrà
un investimento importante e, soprattutto, un piano di interventi
concreti e tempestivi che, temo, il Comune dell’Aquila non sarà in grado
di realizzare, visti anche i precedenti. Infatti, basti pensare al fatto
che ancora non parte la bonifica della pineta di San Giuliano, dopo
l’incendio dell’agosto 2007, con 3 milioni a disposizione ed allocati
nel Bilancio comunale e dell’Asbuc. Difficile è difendersi dalle fiamme
ed ancora più difficile, purtroppo, sarà bonificare le aree interessate
e riportare il bosco alla fruizione dei cittadini.

Lelio De Santis –

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