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Yule de sonos live per il festival (s)Nodi a Bologna

Yule de sonos live per il festival (s)Nodi a Bologna. L’ingresso è consentito fino ad esaurimento posti.

Yule de sonos live per il festival (s)Nodi a Bologna. L’ingresso è consentito fino ad esaurimento posti.

La nona edizione di (s)Nodi – festival di musiche inconsuete organizzata dal Museo internazionale e biblioteca della musica di Bologna prosegue con il terzo appuntamento domani, martedì 11 agosto 2020, alle 21 con il concerto di Yule de sonos (solstizio di suono), che ci porta alla scoperta della tradizione musicale della Sardegna.

Il progetto trae la sua origine dai suoni della terra sarda con un programma originale che intreccia tradizione e innovazione, unione tra passato e presente in una tessitura che guarda con rispetto alle memorie più antiche dell’isola. Il repertorio del gruppo attinge ai balli tradizionali della regione, contaminandosi, congiungendosi, fondendosi con altre sonorità mediterranee e influssi della world music, per spingersi fino alla sperimentazione elettronica. 

Formazione
Andrea Pisu, launeddas
Pierpaolo Vacca, organetto e loop station
Gianluca Carta, tamburi a cornice, hang, shruti box.

Pierpaolo Vacca nipote del noto suonatore di launeddas Beppe Cuga, inizia a studiare l’organetto all’età di 6 anni con il maestro Peppino Deiana.
Debutta giovanissimo nelle piazze dell’isola, in rassegne, sagre e processioni.  Nel 2004 entra a far parte del gruppo folkloristico ovoddese Oleri, che accompagna tuttora.  Nel 2018 viene invitato da Paolo Fresu al festival Time in Jazz, dove presenta lo spettacolo in solo: “Jazz e tradizione popolare tra passato e futuro”. Da una breve permanenza a Dakar nasce la formazione e la registrazione dell’album del gruppo Sardo-Senegalese Gegò Yegó, progetto che miscela la tradizione della Sardegna alle musiche e ai ritmi della tradizione senegalese, in una chiave moderna e innovativa. 
Attualmente sta lavorando al suo primo album da solista.

Andrea Pisu inizia a suonare le launeddas a 10 anni ed esordisce sul palco a soli 11 anni. A 17 anni vince un Oscar del folklore a Gorizia. Nel 2006 gli viene assegnato il riconoscimento speciale del Premio Maria Carta, premio ricevuto anche nel 2016. Seguono diversi premi come il Premio città di Ozieri , Premio alla cultura Giorzi Pinna, Premio come miglior musica al Festival Internazionale di Surin in Thailandia, con Vanni Masala. Ha all’attivo 8 lavori discografici: in collaborazione con l’Orchestre National du Senegal, con Clara Murtas prodotto da Radio Rai 3, registrato in occasione del concerto al Quirinale a Roma, con l’Orchestra da camera della Sardegna e Daniele di Bonaventura, una doppia collaborazione con l’organettista Kepa Junkera, nel 2006 nei Paesi Baschi per il disco di Ibon Koteron e una seconda nel 2017 per il disco Fok, riconosciuto come miglior disco in lingua catalana dell’anno.

Gianluca Carta polistrumentista e costruttore di tamburi a cornice, si avvicina allo studio delle percussioni (in particolare tamburi a cornice). 
Lavora come musicista con diverse compagnie teatrali, collaborando con il regista senegalese Mamadou Dioume e con l’attrice Elena Guerrini nello spettacolo Orti insorti.  Si avvicina alla musica popolare del sud Italia nel 2000, suonando dapprima con I Pagido, gruppo di tradizione garganica.  Nel 2007 nasce il progetto della “Paranza Ammiscata”.  Nel 2011 suona nel Complesso Nuragico che nel 2014 danno vita al nuovo gruppo Yule de sonos.  Dal 2012 porta avanti il progetto “Consorzio popolare”, approfondendo le ricerche della tradizione musicale del Sud Italia e del Mediterraneo.  Si avvicina alle sonorità orientali approcciandosi allo studio degli strumenti persiani daf e tar con Darioush Madani e Fabio Tricomi. 
Negli ultimi anni, il suo interesse si è rivolto inoltre verso la riappropriazione della musica sarda. In tal senso, ha suonato in vari paesi della Sardegna, accompagnando al tamburo i suonatori tradizionali di organetto e launeddas ed ha condotto laboratori sulle tecniche tradizionali e moderne del tamburello italiano in diverse città sarde. 
Da alcuni anni, con il gruppo Sonadores de Lobas porta in giro le musiche tradizionali sarde per l’Italia e l’Europa.

Il festival (s)Nodi – festival delle musiche inconsuete fa parte di Bologna Estate 2020, il cartellone di attività promosso e coordinato dal Comune di Bologna e dalla Città metropolitana di Bologna – Destinazione Turistica.

Biglietto

intero € 10 | ridotto € 8 (studenti universitari con tesserino, minori di 18 anni, possessori Card Cultura)
Si ricorda che a causa delle nuove disposizioni relative all’emergenza Covid-19 i posti disponibili sono 48. 
È possibile acquistare i biglietti in prevendita:
– presso il bookshop del Museo della Musica in orario di apertura (da martedì a venerdì h 10.00 – 13.00 / 15.30 – 18.30 | sabato, domenica, festivi h 10.00 – 18.30)
– sul sito www.museibologna.it/musica oppure sul sito www.midaticket.it con una maggiorazione di € 1
I biglietti non sono rimborsabili.

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