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città d'arte, Napoli

Fondi per le città d’arte, così viene penalizzata Napoli

Nel decreto governativo di agosto rientra anche il pacchetto turismo. E nelle previsioni per le città d’arte, la ridistribuzione dei fondi straordinari a parziale ristoro per i soggetti che svolgono attività di vendita o servizi al pubblico con calo di fatturato di almeno un terzo, provocato dall’assenza di turismo internazionale, sembra penalizzare fortemente proprio la città di Napoli. 

Il contributo, come precisa anche il Mibact, prevede uno stanziamento di oltre 500 milioni di euro ed è determinato, come dicevamo, proprio sulla base di una percentuale variabile che si applica tra la differenza di fatturato e corrispettivi tra giugno 2019 e giugno 2020.

Ma l’elenco viene fuori sulla base del rapporto tra presenze di turisti stranieri e residenti. Ecco la speciale classifica dei fondi ripartiti: Venezia (rapporto pari a 42,6), Verbania (26), Firenze (21,5), Rimini (15,3), Siena (11,6), Pisa (9,9), Roma (7,6), Como (7,2), Verona (6,4), Milano (5,8), Urbino (5,7), Bologna (4,2), La Spezia (4,2), Ravenna (4,2), Bolzano (4,1), Bergamo (3,8), Lucca (3,7), Matera (3,4), Padova (3,3), Agrigento (3,3), Siracusa (3), Ragusa (3), Napoli (2,2), Cagliari (1,8), Catania (1,7), Genova (1,6), Palermo (1,3), Torino (1,3) e Bari (1,3). Come si può notare Napoli e altre città d’arte del sud si trovano in fondo alla classifica. Una questione che ha già sollevato forti perplessità e polemiche politiche.

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