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Carlo Felice e sovraintendente

Il sovrintendente della Fondazione teatro Carlo Felice Claudio Orazi

Carlo Felice: torna la cassa integrazione. Il Comune anticipa 500mila euro, rischio tagli al cartellone

Carlo Felice: torna la cassa integrazione e a rischio la prossima stagione 2010-2021

Genova – Alta marea. Altre quattro settimane di cassa integrazione in autunno per i dipendenti del Carlo Felice e un cartellone 2020-2021 ancora pieno di incognite, mentre Tursi anticipa 500mila euro, per consentire al teatro di pagare gli stipendi dei lavoratori.

Quattro settimane che si aggiungerebbero alle altre due già applicate nella primavera scorsa e che farebbero risparmiare complessivamente al teatro più di 900 mila euro.

Carlo Felice: approvato il bilancio di previsione 2020, ma il consiglio si spacca

Intanto, il consiglio di indirizzo del teatro ha approvato, nei giorni scorsi, a maggioranza, il bilancio di previsione 2020 dopo che, nelle settimane scorse, i revisori dei conti, per due volte, non avevano dato l’ok al bilancio, riveduto e corretto dopo l’emergenza Covid, ma a condizione che arrivino alcune garanzie (sull’erogazione di tutti i finanziamenti statali previsti a bilancio e anche, pare, sulla crescita dei fondi regionali che, dal 2020 al 2022, dovrebbero aumentare progressivamente fino quasi al raddoppio dei 2,3 milioni circa previsti quest’anno).

La posizione dei sindacati sul ricorso alla cassa

Ma la prospettiva di un nuovo ricorso alla cassa integrazione aveva già suscitato le scorse settimane prese di posizione critiche dei sindacati che, nei giorni scorsi, prima della riunione del consiglio d’indirizzo, hanno avuto un incontro piuttosto vivace con il sindaco Marco Bucci, che presiede il consiglio di indirizzo, e il sovrintendente del teatro Claudio Orazi (non era presente solo il sindacato di categoria della Cisl): «Per quanto ci riguarda, abbiamo ribadito che, secondo noi, non ci sono le condizioni per ricorrere di nuovo agli ammortizzatori sociali – commenta Fabio Allegretti di Slc Cgil – Chi gestisce il teatro faccia una programmazione (sulla quale, invece, non sappiamo ancora nulla) che permetta alle persone di lavorare. Sarebbe anche paradossale che ancora una volta si ricorresse agli ammortizzatori dopo che i teatri hanno riaperto».

Nessuna replica, per ora, dal sovrintendente Orazi,circa le incognite sulla  prossima stagione artistica – che non è ancora stata presentata pubblicamente, ma che sarà presentata a settembre.

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