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Francesco Cossiga

Francesco Cossiga ed il Premio “Penisola Sorrentina”, il patron lo ricorda così

Mario Esposito, patron del Premio Penisola sorrentina, ricorda Francesco Cossiga a 10 anni dalla sua scomparsa evidenziando il forte legame dell’ex presidente con la terra sorrentina.

Esattamente 10 anni fa ci lasciava Francesco Cossiga, ex Presidente della Repubblica protagonista della politica italiana a cavallo tra la Prima e la Seconda Repubblica.

Per celebrare il decennale della sua morte Mario Esposito, patron del Premio “Penisola Sorrentina”, ha pubblicato una lettera in cui il “Picconatore” esprimeva la solidarietà per la perdita del padre e accettava di essere il vincitore del riconoscimento.

Esposito racconta il profondo legame che c’era tra lui e Cossiga, a sua volta affascinato dalle bellezze della penisola sorrentina: “Ricordare Francesco Cossiga significa per me portare alla mente il profondo legame affettivo con la Penisola Sorrentina, mediato dall’amico psicanalista Lucio Covello; significa poi anche rispolverare la grande stima istituzionale nutrita nei confronti del mio omonimo zio, sin dai tempi di quando egli fu Questore dell’Aeroporto di Fiumicino.

Ricordare Francesco Cossiga significa però per me aprire, soprattutto, un mondo interiore, fatto di una cultura immensa, filosofica, che riusciva a declinare il senso del Bello e il senso dello Stato, a intrecciare i sistemi del pensiero serio ai concetti di governance. Quella Cultura che forse oggi latita, in generale, nel sistema italiano”.

Esposito conclude il suo elogio all’ex Presidente: “Di Cossiga conservo con orgoglio il carteggio che per circa un quinquennio ha accompagnato la crescita del Premio “Penisola Sorrentina”, di cui il Presidente Cossiga era componente del Comitato d’Onore”.

La commemorazione di Francesco Cossiga cade proprio nella celebrazione dei 25 anni del Premio Penisola Sorrentina. Quest’anno la kermesse sarà particolarmente ricca ed infatti prevede la partecipazione di volti noti dello spettacolo come Vanessa Gravina, Luca Barbareschi e Giancarlo Magalli.

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