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Gioele

Viviana Parisi, testimoniano turisti del Nord: dopo l’incidente Gioele era vivo e senza ferite in braccio alla mamma

Viviana Parisi è scesa dall’auto sull’autostrada Messina – Palermo dove aveva avuto un incidente e si è allontanando camminando veloce ma senza correre. Teneva in braccio c’era il figlioletto Giele, 4 anni. Il bambino era vivo e non era ferito. Così i testimoni sentiti dal procuratore

Viviana Parisi il 3 agosto è scesa dall’auto sull’autostrada Messina – Palermo dove aveva avuto un incidente e si è allontanata camminando veloce ma senza correre. Teneva in braccio il figlioletto Giole, 4 anni.Il piccolo era vivo e non presentava ferite. Verso il bambino la donna mostrava un atteggiamento protettivo.

È quanto riferito dal procuratore di Patti, Angelo Cavallo, che indaga sulla morte della dj Viviana Parisi e sulla scomparsa del figlio di 4 anni della donna. Il procuratore – titolare dell’inchiesta per omicidio e sequestro di persone contro ignoti, cioè senza indagati – ha sentito “testimoni che erano in vacanza in Sicilia e poi sono rientrati al Nord”. All’inizio, ha spiegato il procuratore, “avevano dei dubbi se fossero proprio loro, ma quando è stata diffusa la loro descrizione hanno capito che era quello l’incidente e si sono presentati”. Gioele, ha aggiunto il procuratore Cavallo, “aveva gli occhi aperti”, “non era ferito” e il teste “è attendibile”.

Nessuna evidenza è venuta fuori dall’esame del traliccio. Non ci sono risposte definitive su impronte digitali e Dna. Il procuratore non esclude che Viviana Parisi, abile camminatrice, possa aver seguito un percorso più lungo. “La nostra priorità – ha ribadito Angelo Cavallo – è trovare Gioele. L’aria è sterminata, boschiva e impervia. Fino ad ora non ci hanno aiutato droni e elicotteri. La nostra speranza è nei cani iper specializzati in ricerca di resti umani, sono qui quattro dei cinque presenti in tutta Italia”.

“L’ipotesi di un’aggressione da parte di animali selvatici è vagliata da tempo – ha aggiunto il procuratore – ma non è quella privilegiata. E’ una tesi come le altre. Il contesto familiare? E’ chiaro che alla luce di questa risultanze…La presenza di Viviana Parisi e del figlioletto vivi sul posto fanno perdere di importanza ad altri scenari. Noi – ha ribadito il magistrato – non privilegiamo alcuna pista perché le dobbiamo vagliare tutte, escluderne una potrebbe essere un errore. Non si può sottovalutare alcunché”. “Alla luce delle testimonianza e delle riprese video in nostro possesso riteniamo che Viviana Parisi non fosse seguita. Ogni giorno aggiungiamo una tessera in più in questa storia”.

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