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“Mai più in nazionale” se resta il dittatore Lukashenko

“Mai più in nazionale” se resta il dittatore Lukashenko

Un metro e 88 per 80 chili, una carriera appena avviata con il passaggio al prestigioso CSKA di Mosca, Ilya Shkurin, attaccante bielorusso, è diventato famoso in tutto il mondo non per i suoi gol (in fondo ha soltanto 21 anni, le prodezze possono aspettare) ma per le dichiarazioni che ha fornito ai giornalisti internazionali: “Non giocherò più nella mia Nazionale finchè il il presidente Alexander Lukashenko non si dimetterà”.

Una presa di posizione molto politica nel momento più drammatico del Paese, con i carri armati russi già schierati al confine e senza sapere quello che succederà nelle prossime ore. “Mi rifiuto di rappresentare gli interessi della selezione finché il regime di Lukashenko sarà al potere – ha aggiunto il giocatore – Lunga vita alla Bielorussia!”.

I suoi pensieri li ha affidati anche ad Instagram, sollevando un polverone. Ma Shkurin non è solo nella protesta.

Il suo allenatore al CSKA, Viktor Goncharenko, che è bielorusso ugualmente, non ha esitato nei giorni scorsi a condannare le violenze della polizia di Lukashenko e ha parlato apertamente di “pestaggio del nostro popolo, pacifico e meraviglioso. Il dittatore bielorusso è al potere da 26 anni: troppi.

Tutti gli organismi internazionali hanno certificato brogli nelle operazioni di scrutinio delle “libere” elezioni della scorsa settimana, in cui si è imposto (si fa per dire) Lukashenko con l’80 per cento dei voti. Da qui la protesta di Shkurin e l’appello al mondo. L’attaccante, dopo aver giocato nella squadra della capitale Enerhetyk-BDU Minsk e aver segnato 19 gol, è stato acquistato a peso d’oro dal CSKA, con ingaggio di ben 4 anni e mezzo.

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