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Italia Nostra è scetticca sul ‘cofld ironing’ collegato al fatto di una ‘portualitá green’ più ecosostenibile, e che attualmente possa costituire una svolta epocale. Giorgio Rolla Di Sacco, del direttivo di Italia Nostra e professore di filosofia con esperienza trascorsa come ufficiale della Capitaneria di Porto, afferma : – ” Certe scelte andavano fatte molti anni fa, sul finire degli anni ’90. Si adottarono mezzi urbanistici che hanno consentito lo sviluppo del perimetro portuale così come è oggi, e le conseguenze sono sotto gli occhi di tutti. Bisogna rendere le infrastrutture a misura di città”. Vietare, dunque, l’ingresso alle navi inquinanti, ed Italia Nostra, invoca provvedimenti per ridurre l’impatto delle emissioni.

Emissioni inquinanti di una nave da crociera

L’elettrificazione delle banchine, così come è prevista in questa fase, rusulta  “un pannicello caldo, niente di più”. Allo scopo di  ridurre realmente l’impatto delle emissioni inquinanti sulle aree vicino al porto va fatto ben altro. Innanzitutto, sarebbe efficiente un ripensamento sul profilo degli accosti, per renderlo compatibile con le esigenze di una città che ha già pagato prezzi altissimi allo sviluppò dello scalo. E’ stato misurato dai dirigenti il tasso di rumorosità nelle case affacciate su via San Bartolomeo e quelle situate al Canaletto, riscontrando valori anche di 70 decibel. Questo risulta intollerabile se si affronta il tema della salute pubblica. Ci sono le barriere assorbenti, oltretutto, di discutibile impatto architettonico, pertanto, si dubita che possano dare un contributo apprezzabile alla riduzione della rumorosità dell’attività portuale. Italia Nostra rende noto che si pronuncerà in merito con toni più forti, elaborando osservazioni connesse al piano regolatore portuale. Sappiamo che l’ elettricità, salvo i nuovi combustibili, a partire dal Gnl, già in reso obbligatorio per le navi in ingresso ed usati su larga scala, potranno portare risultati significativi. Chiediamo a Di Sacco cosa ne pensa in proposito la sua associazione e lui: – ” Va fatta un’ analisi più accurata e resta tutto ancora da dimostrare. Ricordo che anche il Gnl ha un impatto sull’ambiente. Senza contare che restano nodi irrisolti sul bunkeraggio delle navi. Lo scenario di un via vai di bettoline nel golfo da ovest ad est e viceversa col carburante per alimentare le navi attraccate alle banchine non ci lascia affatto tranquilli”. Il porto è una realtá spezzina importante ed è impensabile che se ne possa fare a meno e sull’ argomento aggiunge: -” Nessuno lo nega e, sia chiaro, anche se qualcuno vuole accreditarci come tali, noi non rappresentiamo il partito del no su tutti i fronti. Quello per cui ci battiamo è un porto a misura di città, capace di mostrare più attenzione alle comunità che vivono in prossimità dello scalo,via San Bartolomeo, zona Canaletto, San Cipriano, eccetera. Un porto meno impattante, insomma. Il problema è che bisogna mettere in campo regole più severe per gli armatori e soprattutto applicarle, come fanno nei porti del Nord Europa” – spegia ancora – “Se si stabilisse, con provvedimenti vincolanti di carattere nazionale che le navi nei porti devono alimentarsi elettricamente impedendo loro, in caso contrario, di entrare, la situazione migliorerebbe, eccome. Questo non significa dire no a tutto, a prescindere. Ci sono cose che si possono fare, basta volerle”. Lo stesso ricorda che Italia Nostra all’inizio del dibattito sul passaggio della centrale Enel dal gas al carbone, si mostrò per certi aspetti possibilista perché il ragionamento era che, piuttosto che tenerci il carbone, passare al gas, molto meno inquinante, sarebbe stato comunque un passo avanti. Facendo presente che gli scenari sono cambiati e con essi anche la posizioni di Italia Nostra, Di Sacco conclude: – ” Questo atteggiamento dimostra che da parte nostra la disponibilità al confronto su certi temi c’è. E lo dimostreremo con le osservazioni al nuovo piano regolatore portuale”. Attendiamo, dunque, che ci sia  una svolta per un realtà portuale più green senza troppe attese.

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