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Turismo studiato per resistere: Visita alle Cinque Terre solo su prenotazione con accesso ai sentieri in gruppi di massimo 15 persone

Ecco la Proposta del Parco delle Cinque Terre, presentata ai comuni di Monterosso, Riomaggiore e Vernazza: prenotare un biglietto di accesso alle Cinque Terre per visitare i sentieri e i piccoli borghi. Un ‘rilancio’ che suona più come ‘una sorta di numero chiuso’ con gruppi non superiori alle quindici persone. Nasce dall’esigenza di gestire i flussi turistici dei borghi, prevedendo così gli arrivi nei prossimi anni. Una previsione di bilancio degli arrivi, insomma, di lungo periodo. Proposta, questa, presentata ai Comuni durante uno degli ultimi consigli direttivi dell’ente lo scorso fine luglio, allo scopo di contingentare i flussi turistici sul territorio, altresí, di limitare i contagi da Covid-19. Una misura studiata per far fronte alla panemia, che il Parco ha già attivato per gli ingressi sui sentieri, con l’applicazione del vademecum anticontagio di Federparchi. Un protocollo, mirato, che include la prenotazione obbligatoria per l’accesso ai gruppi ridotti, ai percorsi, l’utilizzo di mascherine e la misurazione della temperatura corporea. Per la gestione delle presenze, la regolamentazione imposta dalla pandemia, costituirebbe un punto di partenza: una ricerca di soluzioni discussa da anni alle Cinque Terre, di come riuscire a fare convivere cittadini, flussi turisti, tutela del territorio e sviluppo economico. Non è il modello Venezia ma, risulta un sistema simile per governare i flussi (dal 2022 per visitare la città lagunare quasi sicuramente bisognerà prenotare l’ingresso). Si sta studiando una pianificazione per gestire al meglio l’emergenza, cercando di non penalizzare ulteriormente il turismo di nicchia. Speriamo che la sua realizzazione porti ai risultati attesi, seguendo, anche, l’obiettivo del rilancio economico in più settori presenti sul territorio.

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