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Bielorussia, la Ue non riconosce il risultato delle elezioni. La tensione sale

Bielorussia, la Ue non riconosce il risultato delle elezioni. La tensione sale

Mentre continuano le manifestazioni di piazza a Minsk e in tutta la Bielorussia, l’Unione Europea ha preso posizione. “Non riconosciamo il risultato delle elezioni” ha annunciato il presidente del Consiglio Ue, Charles Michel, aggiungendo che “non tollereremo impunità” e preannunciando sanzioni “contro un importante numero di persone responsabili delle violazioni contro i manifestanti e contro i responsabili delle frodi nel voto”.

La dichiarazione di Michel ha fatto seguito all’appello della leader dell’opposizione bielorussa, Svetlana Tikhanovskaya, che invitava appunto a dichiarare nulli i risultati della consultazione del 9 agosto. “Il signor Lukashenko ha perso ogni legittimità agli occhi della nostra nazione e del mondo”, ha detto in un video la donna, esiliata in Lituania.

Da parte sua la presidente della Commissione Ue, Ursula von Leyen, ha sottolineato “il sostegno unanime alle sanzioni mirate contro i responsabili delle violazioni in Bielorussia”, sanzioni che “non colpiscono la popolazione”.

“Invitiamo il Consiglio” ha aggiunto il presidente del Parlamento europeo, David Sassoli, ad “accertare e punire le gravi violazioni dei diritti umani, considerando anche l’opportunità di intervenire congelando il patrimonio di coloro che stanno abusando del loro potere e violando le libertà fondamentali dei cittadini”.

Una posizione ferma di condanna che si scontra con la sostanziale neutralità della Russia che, pur ammettendo che il voto non si è svolto in condizioni “ideali”, considera la Bielorussia come una nazione amica e alleata e ha invitato a un dialogo tra autorità e opposizione. Insomma, Putin (ancora per quanto?) si mantiene alla finestra e nega di pensare a un intervento militare, nonostante alcune colonne di tank russi siano stati viste al confine con la Bielorussia.

Lukashenko, sempre più isolato, se la prende con l’Occidente reo, a suo giudizio, di finanziare le manifestazioni di piazza. “Consiglierei semplicemente all’Europa di, prima di puntare il dito contro di noi, mettere in agenda i temi dei ‘gilet gialli’ in Francia, i terribili disordini negli Stati Uniti, le proteste che ci sono state contro il lockdown in Germania e in altri Paesi europei” ha ripetuto l’uomo al comando da 26 anni, minacciando si sciogliere il Consiglio di coordinamento dell’opposizione perchè “organo parallelo e alternativo che vuole usurpare il potere”.

” Non vacilleremo” grida Lukashenko, ma le piazze di Minsk e della Bielorussia sono piene e la tensione nell’aria è palpabile.

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