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Democratic National Convention 2020, day 2: Joe Biden riceve la nomination ufficiale

Seconda serata della DNC 2020 con focus sul tema ‘leadership matters’ (la leadership conta). A supporto del candidato dem alla Casa Bianca sono intervenuti: Stacey Abrams, l’ex presidente Jimmy Carter con la moglie, l’ex ambasciatrice e figlia di John Fitzgerald Kennedy, Caroline Kennedy, l’ex segretario di Stato John Kerry, il leader democratico al Senato Chuck Schumer, l’ex procuratrice generale Sally Yates, l’ex presidente Bill Clinton e Jill Jacobs, moglie di Joe Biden.

Seconda serata della DNC 2020 con focus sul tema ‘leadership matters’ (la leadership conta). A supporto del candidato dem alla Casa Bianca sono intervenuti: Stacey Abrams, l’ex presidente Jimmy Carter con la moglie, l’ex ambasciatrice e figlia di John Fitzgerald Kennedy, Caroline Kennedy, l’ex segretario di Stato John Kerry, il leader democratico al Senato Chuck Schumer, l’ex procuratrice generale Sally Yates, l’ex presidente Bill Clinton e Jill Jacobs, moglie di Joe Biden.


Continua la convention democratica negli Stati Uniti, fra appoggi che arrivano da dentro il partito e altri che giungono dall’area opposta, quella repubblicana. Se nella prima serata abbiamo visto l’ex governatore dell’Ohio John Kasich e altri rep da generazioni decidere di appoggiare il candidato democratico, ora alla lista si aggiunge la famiglia del recentemente scomparso senatore repubblicano John McCain e l’ex segretario di Stato Colin Powell. Il repubblicano Powell parla di Joe Biden come di un uomo che condivide “I valori che ho imparato crescendo nel South Bronx e servendo in uniforme” e dice di sostenerlo come presidente perché “abbiamo bisogno di ripristinare quei valori alla Casa Bianca.” L’ex segretario di Stato dichiara quindi “Sostengo Joe Biden per la presidenza degli Stati Uniti. Il nostro paese ha bisogno di un comandante in capo che si occupi delle truppe, allo stesso modo della sua famiglia”, dice Powell. “Per Joe Biden, questo non ha bisogno di insegnamento. Viene dall’esperienza che condivide con milioni di famiglie di militari, mandando il suo amato figlio in guerra e pregando Dio che tornasse a casa sano e salvo”.
Anche il senatore dem Chuck Schumer, da Brooklyn, ha premuto sullo stesso tasto ovvero la necessità di tornare ad un altro modello di etica e gestione e l’ex presidente degli Stati Uniti Jimmy Carter ha definito Joe Biden “la persona giusta per questo momento nella storia della nostra nazione. Capisce che l’onestà e la dignità sono tratti essenziali che determinano non solo la nostra visione ma le nostre azioni”.


Sul tema del ritorno a standard più alti si è espresso anche l’ex presidente Bill Clinton che nel suo intervento parla della confusione che regna con Trump e la necessità di ritornare a una leadership stabile: “in un tempo come questo l’ufficio Ovale dovrebbe essere un centro di comando. Invece è solo un centro di tempeste. C’è solo caos. Solo una cosa non cambia mai: la sua determinazione a negare ogni responsabilità e a scaricarla su altri”. Dunque Clinton ha continuato presentando l’alternativa a Donald Trump: “il nostro partito è unito nell’offrirvi una scelta molto diversa: un presidente che va al lavoro, un uomo semplice, che porta a termine quello che fa. Un uomo con una missione: assumersi le responsabilità, non scaricare le colpe, concentrato, non distratto, che unisce, e non divide. La nostra scelta è Joe Biden.”

Alla convention però non sono tutte note positive, qualche tratto polemico è emerso per esempio dalla stella ascendente dell’ala più progressista del partito democratico, Alexandria Ocasio-Cortez, che si è lamentata di avere avuto a disposizione solo un minuto per rappresentare il suo pensiero rispetto al tempo accordato ad alcune figure del partito repubblicano che invece hanno ottenuto più spazio. La Ocasio-Cortez, detta anche AOC, si era già fatta sentire alche sulla presenza del repubblicano John Kasich alla convention dem. L’ex governatore dell’Ohio infatti avrebbe una posizione molto diversa dalla sua su temi quali l’aborto e non rappresenterebbe un interlocutore. Joe Biden invece non trova un cattiva idea quella di aprire un po’ all’elettorato più tradizionalista. Qualche critica è poi piovuta anche sulla presenza di Bill Clinton alla convention, considerando le recenti istanze del movimento #Metoo e alcune foto in circolazione in questi giorni che ritraggono l’ex presidente mentre si fa massaggiare da una delle donne che poi hanno accusato l’imprenditore Jeffrey Epstein di abusi sessuali.

Qualche elemento di ulteriore valutazione sembra inoltre arrivare dai dati degli ascolti televisivi della prima serata dell’evento. Nonostante i nomi in gioco al primo appuntamento, fra cui il senatore del Vermont ed ex contendente alla Casa Bianca Bernie Sanders, il governatore di New York Andrew Cuomo e un’appassionata ed empatica Michelle Obama che nel suo intervento di 19 minuti non ha risparmiato un attacco a Trump, i dati di ascolto hanno registrato un calo rispetto a quelli della prima sera della convention dem del 2016. Se all’apertura della DNC 2016, che vedeva come contendenti Hillary Clinton e Bernie Sanders, gli spettatori davanti alle tv erano stati 26 milioni questa volta invece se ne sono contati 19.7 milioni prendendo in considerazione 10 network tv degli Stati Uniti (dati Nielsen).
I responsabili della campagna di Joe Biden però contestano questo dato ribattendo che secondo i loro numeri gli americani sintonizzati sulla serata sono stati in tutto 28.9 milioni, fra tv e fruizione via piattaforme digitali. Gli streaming in digitale avrebbe tenuto collegati 10.2 milioni di utenti.

Fonte: Reuters 18/08/2020, ANSA 19/08/2020 Ore 00:03, CBS, CNN, ABC 19/08/2020

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