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Golpe in Mali. Sciolti Governo e Parlamento, arrestati Presidente e Premier

Golpe in Mali. Sciolti Governo e Parlamento, arrestati Presidente e Premier

Il colpo di Stato in Mali è partito da Kati, una base strategica militare a 15 chilometri dalla capitale Bamako. “Il Presidente Ibrahim Boubacar Keïta e il primo ministro Boubou Cissè sono sotto il nostro controllo” hanno annunciato i militari ribelli che li hanno portati proprio a Kati.

Il Presidente destituito ha subito annunciato le dimissioni e lo scioglimento di Governo e Parlamento, implorando in un messaggio televisivo che “non venga versato sangue” in queste ore drammatiche. A nulla è valso, poche ore prima del golpe, il suo tentativo di conciliazione con i militari “per spazzare via tutti i malintesi”. I ribelli hanno invece dichiarato che la loro azione sovversiva “non è un golpe, ma un’insurrezione popolare”.

Secondo voci non confermate, Ministero dell’Interno e truppe governative sarebbero in mano ai ribelli, mentre i lealisti avrebbero tenuto aeroporto e tv di Stato.

E’ prevista per oggi la riunione d’emergenza del Consiglio di Sicurezza dell’Onu. Lo stesso organismo, attraverso le parole del segretario generale Antonio Guterres, ha chiesto “il rilascio immediato e senza condizioni” di Presidente e Premier.

Anche l’Unione europea ha condannato il golpe e rifiutato “ogni cambiamento anti-costituzionale” che “non può essere in nessun caso una risposta alla profonda crisi socio-politica che sta spaccando il Paese”.

Netta la condanna di tutta la comunità internazionale per un colpo di Stato considerato illegittimo. Da parte sua il presidente francese Emmanuel Macron ha chiamato i presidenti dei Paesi vicini (il nigeriano Mahamadu Issufu, l’ivoriano Alassane Ouattara e il senegalese Macky Sall) per trovare una soluzione unitaria alla crisi.

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