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Bonus partite Iva richiesto da 5 parlamentari: parla Di Maio

Intesa M5S-Pd al comune di Pomigliano, dove abita Di Maio. Per le regionali resiste l’accordo su Sansa in Liguria

Roma- Il Movimento 5 Stelle e il Partito democratico andranno uniti alle elezioni per il rinnovo del consiglio comunale di Pomigliano d’Arco, in provincia di Napoli. Per Dario De Falco, stretto collaboratore del ministro degli esteri, Luigi Di Maio, si tratta di un laboratorio politico da esportare in altre aree del paese.

Il responso rilasciato dalla piattaforma Rousseau ha aperto alla possibilità, in capo al Movimento, di stringere le alleanze con le liste civiche e con i partiti tradizionali, pertanto i due partiti stanno elaborando il programma finalizzato alla definizione del maggior numero possibile di intese sul piano amministrativo e, dove possibile, sul piano regionale. Il laboratorio parte da Pomigliano d’Arco, che è il comune di residenza del ministro Di Maio: lì il candidato sindaco scelto dalla coalizione è Gianluca Del Mastro, docente di papirologia presso l’università Luigi Vanvitelli e docente di paleografia alla Federico II di Napoli.

Nelle prossime ore analoghe intese potrebbero essere chiuse nei comuni di Giugliano e di Caivano, sempre in provincia di Napoli. Restano distanti le posizioni manifestate per le elezioni regionali, dove il rappresentante del Movimento, Valeria Ciarambino, resta fermamente candidata contro il presidente uscente, Vincenzo De Luca, candidato del Pd.

Confermata solo la corsa condivisa per le regionali in Liguria, dove il candidato presidente della coalizione è Ferruccio Sansa.

Le segreterie regionali dei due partiti hanno provato a trovare l’intesa almeno per le regionali nelle Marche e in Puglia, tuttavia sembra che il tutto si sia concluso con un nulla di fatto. Per quanto riguarda la politica marchigiana, il candidato del Movimento 5 Stelle, Gian Mario Mercorelli, ha manifestato il suo totale dissenso alla possibile intesa con i democratici perché intorno a tante questioni, in particolare sulla sanità e sulle clientele, non possono esserci margini di accordi. Più blanda la posizione assunta in Puglia, ma nei fatti, contrastante.

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