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Mangialardi e il M5S, uniti o divisi? Mancano 24 ore per decidere

Mangialardi e il M5S, uniti o divisi? Mancano 24 ore per decidere

Manca un solo giorno per prendere la decisione più difficile. Insieme o ognuno per conto suo? Il candidato Governatore Pd, Maurizio Mangialardi, si fida del M5S più di quanto non palesino i pentastellati.

Ci crede, l’ha detto anche l’altra sera a Recanati. Ma con quanta convinzione? Il 5S Gianni Mercorelli ci scherza sopra, facendo intendere che tutto sarebbe fatto, ma solo se Mangialardi si mettesse a fare il vice. Uno scherzo e neanche troppo gradito in certi ambienti. Sì perché se Pd e M5S si dovessero mettere insieme avrebbero una maggioranza neanche troppo risicata, dicono i sondaggi.

Ma siamo distanti anni luce dall’accordo, almeno fino ad ora. I pentastellati rimproverano al Pd di essersi fatti “gli affari loro” tutto questo tempo, di aver abbandonato al loro destino le aree interne comprese quelle terremotate e di aver virato, in questi anni, verso una sanità che fosse non solo pubblica ma anche privata.

Accuse ben precise che rivelano un astio mai sopito. Per questa ragione Gianni Maggi, una delle figure di primo piano del Movimento nelle Marche, è stato costretto a una ritirata strategica: con il Pd, fino a che non cambierà il vento, la base grillina sembra non voglia stare.

Calcolano che se dovesse ritirarsi dalla competizione Mercorelli lo seguirebbero i due terzi dei candidati.

Porte chiuse dunque per un’avanzata trionfale del centrodestra in una Regione chiave come le Marche? Così sembra. Il fine, come dicono le leggi qua vigenti, è fare un accordo, ma a condizioni Cinque Stelle, se lo sbarramento del 40% non verrà superato. Ipotesi. Sorrisi, ancora pochi.

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