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“Promontorio Nord” sulle tracce di De André

Giunta alla quarta edizione e curata da Roberto Zorn Bonaventura, la rassegna si svolge nel boschetto della Tenuta Rasocolmo, senza l’ausilio di luci o impianti di amplificazione. “Volta la carta. I Tarocchi di Faber”, di Davide Colnaghi e Anna Mazzeo, è in cartellone sabato 22 alle ore 18:30

Incrocia De André e mette in scena il Destino rivelato dai tarocchi la seconda data di “Promontorio Nord”.

Giunta alla quarta edizione, curata da Roberto Zorn Bonaventura ed inserita nella Caporasocolmo Summer Fest 2020, la rassegna si svolge nel boschetto a picco sul mare della Tenuta Rasocolmo (Strada Statale 113, Km 23,200 Contrada Piano Torre, Vico degli Ulivi), al tramonto senza l’ausilio di luci o impianti di amplificazione. Dopo “Casca il vento” dal progetto “Il deserto e la fortezza”, per ideazione e regia di Simone Corso, che è stato rappresentato il 13 agosto, il nuovo spettacolo “Volta la carta. I Tarocchi di Faber”, di Davide Colnaghi e Anna Mazzeo, è in cartellone sabato 22 alle ore 18:30. A seguire, alle 20.30 circa, ci sarà la degustazione dei vini della Cantina Giostra Reitano e di prodotti tipici.

I tarocchi di De Andrè raccontano storie

Siamo alla fine degli anni 50. Fabrizio de André rischia di diventare un mediocre avvocato. Ma è molto più di questo. De André è un giovane borghese, colto, intollerante alle infamie del potere, anticonformista, anarchico, liberale, con una smisurata passione per alcol e sigarette, amico e amante appassionato delle bagasce, marito inaffidabile, musicomane e divoratore accanito di libri. Poteva avere una vita tranquilla come tanti, il suo lavoro, la famiglia e le serate tra amici in cui strimpellare la chitarra, discutere di politica nei salotti della Genova bene e magari incidere qualche disco per togliersi il capriccio. Ma, fortunatamente, il Destino aveva in serbo altre Carte per lui. Sul palcoscenico del suo ultimo tour – ma lui non poteva immaginare fosse l’ultimo – De André volle con sé un castello di Carte come scenografia. Un castello di carte come quelli che i bimbi fanno per gioco. Fatto di Tarocchi. A far da scenografia sul palco di Fabrizio c’erano il Bagatto, la Ruota, il Giudizio, l’Eremita – alternato con l’Arcano senza Nome – il Carro, il Sole, la Luna e le Stelle. Perché loro e non altri? Perché, tra i ventidue arcani maggiori, questa scelta, quest’ordine? Ed è così che nasce “Volta la carta, I Tarocchi di Faber”. Un monologo, atto unico in cui Destino accompagna Fabrizio nella sua vita come un amico invisibile ma sempre presente. È fatto di immagini, cronaca, aneddoti e soprattutto di canzoni.

Lo spettacolo di Davide Colnaghi e Anna Mazzeo

In scena Davide Colnaghi racconta e canta scoprendo, uno ad uno, i suoi Arcani. Ogni carta ha una storia ed è come se vibrasse di una musica che si intreccia con la vita di Fabrizio. “O è la vita di De André che si intreccia con le Carte?”. “La sfida è resa ancora più difficile da una pandemia che minaccia e sconvolge tutto – dice Anna Mazzeo, drammaturga e regista dello spettacolo – che rallenta e ferma i contatti, le relazioni, i progetti, chiude i teatri e mette distanza tra le persone. Motivo in più per impuntarsi con caparbietà e continuare a creare. ‘Volta la carta. I Tarocchi di Faber’ è figlio di uno dei momenti più difficili dell’arte e della storia degli ultimi decenni. Per questo Davide ed io ci crediamo”.

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