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migranti Unione Europea

50 tunisini a bordo di un barcone entrano nel porto di Lampedusa, 13 ottobre 2019. dopo avere sostato qualche minuto all'imboccatura del porto a motore spento, hanno atteso l'arrivo delle motovedette. La capitaneria di porto li ha accompagnati all'entrata del porto prima di farli trasferire all'interno del centro di accoglienza. ANSA/DESIDERIO

38 migranti positivi a Lampedusa, Musumeci invoca stato d’emergenza

“I nostri operatori sanitari, che non smetterò mai di ringraziare per quanto stanno facendo, mi hanno appena informato che a Lampedusa sono stati individuati 38 nuovi migranti positivi al Covid-19. È l’ennesimo episodio. Sinceramente non comprendiamo l’atteggiamento del governo centrale che, oltre a non chiudere i porti siciliani, a più di due mesi dalla nostra richiesta non si è ancora pronunciato sullo “stato di emergenza” per quell’isoletta. Ciò che amareggia, in particolare, è l’indifferenza nei confronti di una piccola comunità che del sentimento di accoglienza e del senso di sacrificio ne ha fatto negli anni una ragione di vita”, dichiara il presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci.

Da Lampedusa a Trapani. Nel frattempo, Rifondazione Comunista Federazione di Trapani e la segreteria Regionale di Rifondazione Comunista Sicilia denunciano le “condizioni di vita inaccettabili sulle navi quarantena ormeggiate a largo di Trapani” e “le responsabilità dei governi M5S-Lega e M5S-Pd”.

Di seguito la nota di Rifondazione comunista

“Da diversi giorni centinaia di migranti sono “ospiti” a bordo di due imbarcazioni al largo del porto di Trapani: la Azzurra, sulla quale sono stati riscontrati 24 casi di covid-19, e la Aurelia, giunta al porto recentemente. Le due navi quarantena, messe a disposizione dal Governo nazionale, ospitano rispettivamente 602 persone la prima e 208 la seconda.
Le condizioni in cui versano i migranti sono terribili e nel corso delle ore si sta assistendo a gravi fenomeni di autolesionismo a bordo delle due imbarcazioni, un migrante è giunto persino a ingoiare una lametta da barba. L’estrema precarietà in cui stanno sostenendo la quarantena queste persone è il frutto della dismissione della rete di Sprar decisa dal precedente governo M5S-Lega e mantenuta dal nuovo governo M5S-PD che ha generato ulteriore insicurezza e tensione sociale, al contrario di quanto paventato dal ministro degli interni dell’epoca, il leghista Matteo Salvini, padre dei due decreti sicurezza tutt’ora vigenti nonostante il cambio di maggioranza e l’entrata nel Governo della “sinistra”.
Il nodo centrale di questa crisi resta sicuramente l’importanza della distribuzione nel territorio delle persone a bordo, costrette a una lunga prigionia nelle ristrettezze di quel microcosmo che giace tra la prua e la poppa di una nave, sotto il sole cocente e a stretto contatto con potenziali vettori del virus. A fronte di un simile scenario risultano sconcertanti le parole del sindaco di Trapani, Giacomo Tranchida, espressione del PD, il quale lancia dichiarazioni degne del più becero dei populismi di destra.
Le nuove dichiarazioni alludono alla necessità di non accogliere i migranti al termine della quarantena, ma respingerli verso altri porti. Tranchida si dice basito nell’apprendere la notizia dell’ennesimo arrivo di navi quarantena al porto di Trapani e invoca il ricorso agli approdi militari per la gestione dei disperati in fuga dall’orrore.
Infine, con un doppio avvitamento stravolge ogni riferimento ai valori della sinistra e annuncia la seconda ordinanza di divieto di sbarco. Il Partito della Rifondazione Comunista esprime il proprio disappunto dinanzi simili dichiarazioni e richiede che siano date soluzioni idonee a queste persone abbandonate nell’incertezza, nel pieno rispetto della dignità umana di costoro, per la tutela dei diritti di chi sfugge alla guerra, alle violenze, alle persecuzioni e in considerazione dell’articolo 10 della Costituzione Italiana.
Le diatribe e i teatrini che vengano lasciati alle destre, compito della sinistra è di dare risposte a chi viene vessato, agli oppressi, agli sfruttati, e continuare ad ammassare persone sulle navi non è una soluzione plausibile, bensì è barbarie”, concludono i responsabili di Rifondazione Comunista Federazione di Trapani e della segreteria Regionale di Rifondazione Comunista Sicilia.

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