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Alessandra Dona

Legnago, interventi anti-Covid nelle scuole per 110mila euro. Ass. Donà: “Siamo pronti, finalmente si parte in presenza”.

Interventi strutturali per 110mila euro, aumento del personale delle mense, volontari reclutati per coadiuvare il servizio del refettorio durante il pranzo dei bambini, con un esborso per il Comune di 50mila euro.

Queste alcune delle modifiche apportate al sistema scuola legnaghese di materne, primarie e medie da parte del Comune di Legnago, sotto il coordinamento di Alessandra Donà, Assessore all’Istruzione e alla Famiglia del Comune. Restano ancora incognite legate alla gestione dei ragazzi in caso di insorgenza di sintomi influenzali e al riposino pomeridiano dei più piccoli.  

Assessore Donà, come si sono preparate le scuole di Legnago e frazioni alla ripartenza dell’anno scolastico? Il Comune è pronto a ripartire?

Legnago è pronta, un mese fa abbiamo fatto tutti i sopralluoghi nelle varie scuole e con l’aiuto prezioso dell’ufficio tecnico del Comune, abbiamo effettuato una serie di modifiche strutturali in varie scuole. Alcune sono da terminare perché Ferragosto ha bloccato qualche lavoro. Ma entro l’inizio dell’anno scolastico dovremmo completare tutto.  

Che tipo di interventi avete fatto e quanto sono costati?

Gli interventi sono costati 110mila euro, finanziati dal Ministero all’Istruzione. Abbiamo dovuto demolire varie pareti in diverse scuole. Trasformare le mense in aule, mettendo dei separatori, perché i ragazzi non possono più mangiare in mensa, ma nelle classi. E per garantire la pulizia banchi dopo il pranzo e la ripresa rapida delle lezioni, abbiamo chiesto al Gruppo Alpini (che già garantisce il controllo dell’attraversamento strisce pedonali fuori dalle scuole) di reclutare dei volontari per la gestione della pausa pranzo. Volontari a cui daremo un rimborso spese mensile, che abbiamo preventivato in 50mila euro per l’intero anno scolastico e che saranno a carico del Comune. Il pranzo verrà servito su un vassoio e posate e pane verranno consegnati confezionati. Questa è l’ipotesi di lavoro su cui stiamo ancora riflettendo, vagliando ogni opportunità per rendere agevole il servizio.

Nel dettaglio?

Pe quanto riguarda il primo circolo, alla Primaria del Cotta e al Don Milani di Vangadizza, abbiamo demolito una parete e inserito una porta e una finestra. Alla scuola dell’Infanzia Collodi di Casette abbiamo eliminato una parete. In più abbiamo dovuto ordinare 130 banchi perché alcuni non rispettavano le misure imposte dal Ministero. Nel secondo circolo, alla scuola dell’infanzia di San Vito abbiamo inserito una parete divisoria e aggiunto 10 panchine. Al Cavalcaselle di Porto abbiamo eliminato una parete, inserito 4 nuove porte, costruito due pareti e sistemato le finestre. Abbiamo ordinato 44 banchi per le scuole del secondo circolo. In più in ogni scuola verranno effettuati interventi di tinteggiatura e sistemazione degli intonaci. Aggiungo poi che il parroco di Vigo ci ha concesso di usare la ex scuola materna, dove stiamo rifacendo i bagni e demoliremo una parete. Qui metteremo due classi della primaria di Vigo mentre a Casette metteremo la seconda classe delle medie presso la primaria della frazione stessa. 

Avete messo dei termo-scanner all’ingresso delle scuole per misurare la temperatura agli studenti?

Non per i bambini di primarie e medie, perché la scuola farà firmare un patto di corresponsabilità ai genitori (a meno di modifiche dell’ordinanza regionale nei prossimi giorni). I genitori misureranno tutti i giorni a casa la temperatura dei propri figli. Nelle scuole saranno comunque a disposizione igienizzanti delle mani nei bagni e nelle classi, come previsto dalla legge. Invece per i bimbi da 0 a 6 anni, secondo le linee guida regionali dal 13 agosto 2020, le maestre hanno l’obbligo di misurare la temperatura in loco, sia al nido sia alle scuole dell’infanzia.

Ci saranno modifiche all’orario scolastico?

L’ingresso a scuola verrà anticipato di 15 minuti alle 7.45, perché non potendo mescolare i gruppi di bambini (i ragazzi possono solo andare direttamente in classe, non possono sostare in atrio o in altre zone della scuola) non possiamo garantire un servizio di pre-scuola. Usciranno poi 15 minuti prima, quindi alle 12.45 per le medie e alle 15.45 per la primaria e materna. Sulla definizione degli orari comunque l’ultima parola aspetta ai presidi. 

Relativamente all’obbligo per i bambini maggiori di 6 anni di indossare le mascherine a scuola tutto il tempo, come voluto dal Comitato tecnico scientifico, cosa ne pensa? 

Per ora non è arrivata nessuna comunicazione da parte del Ministero all’Istruzione, nemmeno ai Presidi. Al momento l’unico obbligo è indossare la mascherina quando i ragazzi si alzano per andare al bagno o dalla maestra. Se stanno seduti possono stare senza. Sarebbe assurdo far tenere ai ragazzi le mascherine 8 ore al giorno. Non è sano per loro. Il distanziamento tra banchi è rispettato in tutte le scuole, ho fatto i sopralluoghi io stessa e misurato aule e banchi. 

L’Assessore regionale all’Istruzione, Elena Donazzan, ha denunciato più volte la mancanza di personale docente nelle scuole venete per la riapertura dell’anno scolastico. Avete dovuto incrementare il corpo insegnante a Legnago?

No. Il problema si presenterà solo nel caso in cui qualche insegnante avrà sintomi influenzali e quindi dovrà essere sostituito da una supplente. Nella scuola dell’infanzia e nella scuola primaria non è cambiato il numero di bambini per classe, cioè la composizione numerica della classe rimane come in tempo pre-Covid e costituisce una unità epidemiologica (cosiddetta “bolla”) che non deve avere attività promiscue con le altre. Per cui non abbiamo dovuto fare integrazioni di personale. Ad ogni modo il personale docente non è gestito dal Comune: il ministro Azzolina ha deciso di mandare personale in aggiunta per la situazione Covid, ci saranno insegnanti che saranno di supporto alle classi

L’ora di ginnastica a scuola cambierà?

Sicuramente alcuni attrezzi non potranno essere usati, come il quadro svedese, perché non sarà possibile sanificarli. 

Per quanto riguarda il servizio scuolabus, cosa cambierà?

Abbiamo un incontro con il Consorzio Re Manfredi, l’azienda di trasporti, ai primi di settembre. Ma credo che non ci saranno modifiche. I ragazzi dovranno indossare la mascherina e stare seduti. Semmai verrà fatto qualche giro in più con gli scuolabus. La Re Manfredi ha poi creato una App che permette ai genitori di monitorare i propri figli in ogni momento e di verificare anche il distanziamento tra bambini. Ogni bambino avrò un gadget con un QR code da agganciare allo zaino che permetterà la sua localizzazione. 

E per le superiori?

Qui il discorso è diverso. In tempi normali i ragazzi sono stipati nelle corriere dirette agli istituti superiori. Per cui si è deciso di dividere le classi, di turnare i giovani per evitare afflussi e di fare lezione con gli studenti metà in aula e metà online. Abbiamo poi concesso aule extra alle superiori. Al Minghetti abbiamo assegnato due sale civiche e una sala al Museo Fioroni. Al Medici daremo 6 classi del Cavalcaselle, ma gli studenti entreranno da un ingresso separato. 

Ci sono ancora punti da chiarire per la ripresa dell’anno scolastico?

Sì. Non ancora sappiamo se sarà possibile far venire educatori esterni nelle scuole, di questo il Ministero non ha parlato. Ci hanno fatto aumentare gli operatori della mensa ma non si è mai parlato di educatori esterni. 

E poi: potremmo portare i ragazzi al Salus, anche in piccoli gruppi? O in gita? Non ci sono indicazioni a riguardo. 

Altro problema riguarda il riposino pomeridiano dei più piccoli, per cui mi sto battendo a livello regionale. I dormitori devono obbligatoriamente essere usati come aule e dovrebbero essere sanificati tutti i giorni con cambio lenzuola quotidiano. Una dirigente regionale mi ha detto che “non fa parte dell’offerta formativa garantire il riposo pomeridiano dei più piccoli”. Ma sappiamo che i bimbi piccoli hanno bisogno di dormire il pomeriggio. Ho suggerito, come si fa in alcuni nidi, di farli dormire sui loro lettini in giardino su un plaid, all’ombra, nei mesi temperati. Ma il problema si presenta d’inverno. Fino all’ultimo insisterò per trovare una soluzione per i più piccoli. Ho fatto presente a livello regionale e mi sto adoperando coi Presidi per valutare la possibilità di mantenere il riposo pomeridiano.

Altra sua preoccupazione è la gestione dei bimbi con sintomi influenzali… 

Sì. Ieri ho partecipato a un Tavolo di Zona su Infanzia e Famiglia. Se un bambino ha il raffreddore, è costretto a stare a casa. Ma chi lavora, come fa a gestire il bambino? Se risulta positivo al Covid, la situazione si complica. Stiamo cercando soluzioni al problema. Perché può diventare difficile reperire una baby-sitter per tutti i bambini che avranno bisogno. Sto cercando un’intesa con il Centro dell’impiego di Legnago per poter offrire ai genitori che lo richiedono una lista di baby-sitter disponibili. Ho già interpellato il centro per il lavoro un mese fa e ha già raccolto la disponibilità di una trentina di babysitter con profili qualificati. 
Adesso il mio obiettivo è rendere più semplice l’accesso a questa lista di curricula.

Qual è il suo messaggio riguardo l’avvio dell’anno scolastico?

Finalmente la scuola (materna, primaria e medie) riparte in presenza, una cosa di cui i bambini hanno bisogno.

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